Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-Scritta-Anomadi
Cerca
Close this search box.

Egitto fai da te zaino in spalla

Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-egitto-fai-da-te

Indice

E se andassimo in Egitto zaino in spalla?

È nata proprio così l’idea di un viaggio in Egitto durante il nostro giro del mondo (qui trovi come tutto è iniziato).

Eppure, l’Egitto non è una classica meta da backpacker: durante la nostra permanenza di un mese nella terra dei faraoni abbiamo incontrato solo un altro viaggiatore zaino in spalla come noi, ed era un signore di circa 50 anni della Nuova Zelanda.

Cercando informazioni su internet prima della partenza abbiamo fatto davvero molta fatica a trovare notizie riguardo all’organizzazione di un viaggio in Egitto fai da te.

Ma noi, testardi e desiderosi di visitare uno degli stati che da sempre si trova nella nostra bucket list (la lista delle cose che vogliamo fare prima di lasciare questo mondo), abbiamo pensato: “ok, andiamo noi in Egitto e quando torniamo scriveremo la nostra guida dell’Egitto fai da te!”.

Eh sì, perché l’Egitto è un paese estremamente turistico, ma il turismo a cui è abituato è quello dei resort, dei villaggi all-inclusive, delle crociere sul Nilo e dei tour organizzati che portano a visitare i templi e le piramidi in giornata, dalla costa.

Noi invece desideravamo visitare l’Egitto come lo vive la gente locale e così ci siamo trovati a viaggiare su macchine che sembravano uscite da un film degli anni ’50, a camminare per chilometri a lato della strada accanto ai carretti trainati dai cavalli, a mangiare koshary al Cairo e sorseggiare thè tradizionale nei caldi pomeriggi di Luxor.

Abbiamo amato e odiato questo Paese che non può lasciare indifferenti, soprattutto quando lo si vive e lo si attraversa zaino in spalla.

Ed eccolo qui il nostro articolo sull’itinerario dell’Egitto fai da te: cosa vedere, quando andare, come muoversi, cosa mangiare e dove alloggiare in Egitto. In questo articolo troverai tutte le informazioni per intraprendere un viaggio da vero local in Egitto.

Qui abbiamo raccolto tutto quello che avremmo voluto sapere prima di partire per la scoperta del Paese dei faraoni.

Breve storia dell’Egitto

Sarà incredibilmente difficile riassumere migliaia di anni di civiltà in poche righe, ma ci proveremo lo stesso per aiutarti a farti un’idea dello stato che stai per visitare.

Si stima che questo territorio sia stato abitato in maniera continuativa a partire dal X millennio a.C. (quindi è abitato da più di dodicimila anni), è stata la culla di una delle civiltà antiche più avanzate del suo tempo che ci ha lasciato monumenti importanti del calibro delle piramidi di Giza e della Grande Sfinge.

L’inizio della storia dello stato egiziano viene posto al momento dell’unione del Basso ed Alto Egitto, intorno al 3000 a.C., anche se già da più di mille anni esisteva la civiltà egizia; questo Paese ha attraversato momenti di profonda anarchia ed altri di forte coesione imperiale.

È stato conquistato dai persiani, dall’esercito di Alessandro Magno, dall’impero romano (divenne parte dell’Impero Romano d’Oriente) e, nel VII secolo d.C., dagli Arabi. Riuscì poi ad ottenere una prima autonomia con i Tulunidi ma venne, in seguito, riconquistato e passò sotto il dominio dei Fatimidi, di Saladino, dei Mamelucchi, dei Turchi ed infine degli Ottomani nel XVI secolo d.C..

Verso la fine del XVIII secolo fu la volta dell’invasione da parte dei francesi, sotto il comando di Napoleone Bonaparte (interessato più a minare le  vie commerciali inglesi che non al Paese), il cui dominio durò solo pochi anni. Dai primi del XIX secolo fu governato dagli albanesi (sempre sotto l’impero Ottomano), fino al 1881, quando il Regno Unito e la Francia si intromisero nel controllo dello stato egiziano; passato circa un anno, l’Egitto ottenne l’indipendenza dall’Impero Ottomano divenendo protettorato inglese.

Con lo scoppio della prima guerra mondiale iniziarono delle lotte intestine anche in Egitto, queste vedevano da un lato gli schieramenti inglesi che cercavano di controllare il loro protettorato e dall’altra gli egiziani che miravano alla loro indipendenza, che arrivò solo il 28 febbraio del 1922.

Un altro fondamentale evento della storia egiziana avvenne il 26 luglio del 1956 quando il Canale di Suez (fino ad allora ancora sotto il controllo di Francia e Regno Unito) venne nazionalizzato; da qui si susseguirono una serie di invasioni e controffensive da parte degli stati confinanti per il controllo del canale, terminato solo con l’intervento di U.S.A., Russia e dell’ONU.

Ma i conflitti non finiscono per questo stato: purtroppo dobbiamo citare la “guerra dei sei giorni” (conflitto arabo-israeliano) nel 1967 ed i conflitti che seguono anche attualmente con Israele ed i Paesi confinanti.

Geografia egiziana

L’Egitto confina a nord con il Mar Mediterraneo, con Israele e Palestina (nord-est), a est con il Mar Rosso, a Ovest con la Libia ed a Sud con il Sudan.

Si tratta di un territorio prevalentemente desertico a parte la zona intorno al Nilo che scorre da nord a sud per oltre 1000 chilometri. Ricordiamo che questo fiume si contende il titolo di “fiume più lungo del mondo” con il Rio delle Amazzoni (questione di qualche centinaio di Km).

Documenti necessari per entrare in Egitto

Per viaggiare in Egitto, per motivi di turismo, è possibile farlo sia con il passaporto che con la carta d’identità:

  • il passaporto deve avere una validità residua di almeno 6 mesi alla data di arrivo nel Paese;
  • la carta d’identità (cartacea o elettronica) deve essere valida per l’espatrio, con validità residua di almeno 6 mesi, accompagnata da due foto formato tessera.

Il visto turistico, della durata di un mese, è possibile richiederlo all’ingresso del Paese pagando 25 dollari americani, oppure online dal sito ufficiale egiziano che trovi qui, con il pagamento della medesima somma di denaro.

Noi abbiamo optato per questa seconda opzione.

I turisti che trascorrano interamente la loro vacanza nell’area dei resort della costa meridionale del Sinai, per periodi inferiori ai 14 giorni, non necessitano di un visto turistico ordinario. Se la permanenza eccede i 14 giorni o se si desideri viaggiare al di fuori dell’area dei resort della costa meridionale del Sinai, é necessario richiedere un visto turistico ordinario.

Si richiama l’attenzione sul fatto che le Autorità egiziane non consentono eccezioni, e chi non è titolare di visto turistico ordinario non potrà in alcun modo accedere ad altre aree del Paese, nemmeno in caso di necessità. In determinate circostanze, questo potrebbe limitare le possibilità di ricevere assistenza.

Per tale ragione, è consigliato accedere al territorio egiziano richiedendo sempre l’emissione di un visto turistico ordinario, anche quando il soggiorno programmato sia limitato ai resort della costa meridionale del Sinai.

Per informazioni aggiornate in tempo reale sui documenti richiesti per viaggiare in Egitto rimandiamo al sito di Viaggiare Sicuri.

Vaccinazioni per viaggiare in Egitto

Non sono richieste vaccinazioni obbligatorie per viaggiare in Egitto.

È, invece, richiesto il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla a tutti coloro che provengono da Paesi dove tale patologia è a rischio di trasmissione (il certificato è richiesto per tutti i viaggiatori di età superiore ad 1 anno).

I casi di epatite A, B e C sono frequenti in tutto il Paese. Previo parere medico, si consiglia la vaccinazione contro epatite A e B, tetano e febbre tifoide. Risulta elevato il rischio di infezioni intestinali. Consigliamo di portare con sé fermenti lattici e utilizzare una borraccia con filtro, come questa, che noi utilizziamo quotidianamente.

Sono stati riscontrati casi di Dengue in Alto Egitto e nella parte sud della costa continentale del Mar Rosso (meglio avere dei repellenti per insetti!).

Ricordiamo l’importanza di stipulare una buona assicurazione viaggio prima di partire, se non sai quale scegliere qui puoi trovare il nostro articolo completo con le migliori assicurazioni viaggio a confronto.

Qui, invece, trovi il link all’assicurazione viaggio che usiamo da anni in giro per il mondo e che non ci ha mai abbandonato 😊.

Moneta e pagamenti in Egitto

La moneta ufficiale è la Lira egiziana (o Egyptian Pound – EGP), per monitorare in tempo reale il cambio lasciamo il link al sito che utilizziamo quotidianamente (XE Currency).

Per i pagamenti si possono utilizzare sia i contanti che la carta di credito, queste ultime sono più utilizzate nelle grandi città o nei grandi negozi (catene di supermercati, ristoranti), il resto dei negozianti accetta il denaro contante.

Essendo un Paese molto turistico è previsto anche il pagamento in dollari americani o in euro, noi consigliamo sempre di pagare in valuta locale in quanto il cambio effettuato dai negozianti è sempre sconveniente per l’acquirente.

Gli ATM sono diffusi ovunque e non sono previste commissioni di prelievo per l’utilizzo delle carte internazionali.

In questo articolo puoi trovare le migliori carte per viaggiare, quelle che utilizziamo noi da anni in giro per il mondo e che ci permettono di pagare a commissioni zero.

Quando andare in Egitto: il clima

In Egitto esistono due climi distinti:

  • temperato, nella zona che si affaccia sul Mar Mediterraneo, anche se molto più secco rispetto alla media;
  • desertico, nel resto del Paese.

In inverno il clima è mite (sono possibili anche delle gelate nel deserto a causa dell’escursione termica tra giorno e notte) mentre in estate il caldo si fa sentire, con picchi che possono raggiungere i 50°C. Le piogge sono scarse ma è possibile il verificarsi di precipitazioni torrenziali (poche volte all’anno).

È una meta molto ambita soprattutto in inverno grazie all’ottimo clima nelle zone che si affacciano sul Mar Rosso. Noi abbiamo visitato l’Egitto nei mesi di maggio e giugno ed il clima, in modo particolare nella città di Luxor era davvero molto caldo, mentre la costa aveva un clima perfetto, con un vento piacevole che permetteva di sopportare le temperature alte durante il giorno.

Quindi cosa mettere in valigia per viaggiare in questa parte di mondo? Qui trovi spunti su come preparare uno zaino perfetto per ogni clima, e qui come preparare uno zaino per una bambina in giro per il mondo😊!

Cosa vedere in Egitto: il nostro itinerario, zaino in spalla

Ci piace ripetere che noi amiamo viaggiare lentamente, assaporare i luoghi, conoscerli e viverli.

Anche in Egitto siamo stati fedeli alla nostra filosofia di viaggio, andando al nostro ritmo e lasciandoci conquistare dall’anima del paese che stavamo visitando.

Prima di partire per l’Egitto avevamo stabilito un itinerario di massima che purtroppo non abbiamo potuto seguire completamente a causa di alcune complicazioni che si sono verificate utilizzando i mezzi locali per spostarci.

Ma sappiamo che torneremo in questa terra per poterci godere i luoghi che non abbiamo potuto visitare questa volta. Per non perderti le prossime tappe della nostra Grande Avventura iscriviti alla newsletter Cartolina!

Passiamo ora a cosa vedere in un viaggio in Egitto fai da te con lo zaino in spalla.

Port Ghalib

Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-egitto-fai-da-te-port-ghalib

Quando abbiamo deciso di visitare l’Egitto abbiamo valutato da dove partire e dove terminare il nostro viaggio zaino in spalla.

Così utilizzando il sito di Skyscanner abbiamo fatto la ricerca sul volo più economico di andata e ritorno e da qui abbiamo costruito il nostro itinerario da sud a nord.

Il volo d’andata era verso Marsa Alam e il volo di ritorno sarebbe partito da Alessandria d’Egitto.

Maggio e giugno, il periodo in cui l’avremmo visitato, era bassa stagione (anche se in realtà ogni stagione è turistica per l’Egitto) e i prezzi erano molto bassi anche per i voli.

L’Egitto si è rivelato, infatti, sotto tutti i punti di vista, uno dei Paesi più economici che abbiamo visitato.

L’aeroporto di Marsa Alam dista dalla città omonima circa 60km e immaginavamo che non ci sarebbero stati autobus pubblici che ci avrebbero portato verso la città, così abbiamo optato per pernottare qualche notte a Port Ghalib, a soli 5 km dall’aeroporto internazionale, così da poterci arrivare a piedi (sì, amiamo molto camminare 😊!).

Si sa però che gli imprevisti in viaggio sono all’ordine del giorno, ed infatti Rebecca si è ammalata il giorno prima di partire e così non abbiamo potuto camminare e abbiamo dovuto prendere un taxi, l’unico mezzo possibile che si potesse prendere per raggiungere Port Ghalib.

E già lì abbiamo potuto avere la nostra prima fregatura del viaggio e non abbiamo potuto fare nulla per evitarlo (vedi più avanti, la sezione “Le truffe in Egitto”).

Il prezzo era fisso, ogni taxista che c’era fuori da quell’aeroporto ci richiedeva la stessa cifra.

A nulla è valso trattare per un tempo infinito con tutti i taxisti presenti in quel parcheggio, il massimo che siamo riusciti a ottenere era di scendere di poche lire egiziane.

E così abbiamo percorso i 5 km più cari della nostra vita.

Ma com’è Port Ghalib?

Si tratta di una vera e propria città-resort costruita dal nulla a partire dalla laguna, ricreata su uno dei tratti più belli della costa egiziana.

È una città nata con l’intento di favorire il turismo (in modo particolare quello di lusso).

Eppure, anche qui è possibile trovare anche alcune sistemazioni non di lusso ad un prezzo accessibile e addirittura low cost.

Ma che cosa fare a Port Ghalib? Tanto mare, tanto sole, tanto relax e soprattutto tanto snorkeling e immersioni (per chi ha il brevetto da sub).

Il piccolo centro non ha molto da offrire se non la zona detta Marina, con il porto e la corniche (il lungo mare), la zona ricca di negozi, ristoranti e bar; il tutto molto turistico.

La cosa davvero incredibile è che sporgendosi e guardando il mare dal porto è possibile vedere la barriera corallina e i pesci, noi abbiamo visto anche una murena dalla banchina del porto.

In prossimità di Port Ghalib si trova Marsa Mubarak, qui è possibile partecipare a delle escursioni per poter vedere tartarughe marine e dugonghi.

Marsa Alam

Famosa e rinomata meta turistica per i suoi resort e la sua barriera corallina, noi abbiamo deciso di andare a visitare la città di Marsa Alam non ricorrendo ai resort, abbiamo cercato la vera città e ne siamo rimasti un po’ delusi.

Non c’è un vero e proprio centro da visitare, non ci sono mercati tradizionali o altro, si tratta di una località satellite dove abitano tutti coloro che lavorano nei resort disseminati sulla costa nella zona circostante. Ciò che abbiamo apprezzato personalmente è stato il silenzio ed il fatto di avere tutta la spiaggia (e stiamo parlando di chilometri e chilometri di spiaggia) solo per noi: non ci sono stabilimenti balneari, tutto è lasciato a sè stesso (in alcuni punti anche con macerie e spazzatura), ma il silenzio unito alla sabbia bianca ed al mare cristallino ci hanno ripagato senza dubbio.

Siamo arrivati qui utilizzando una compagnia di bus locale, Go-bus, ed il prezzo era lo stesso che pagavano i cittadini egiziani (primo spoiler: esistono diversi prezzi per i locali ed i turisti!).

Quindi cosa si può vedere a Marsa Alam?

Assolutamente niente! Relax, sole e tanto snorkeling.

Assuan

Purtroppo non siamo riusciti ad arrivare fino a qui. Il nostro programma di viaggio lo prevedeva. Da Marsa Alam avremmo dovuto prendere un mezzo di trasporto che ci avrebbe portato fino a Edfu e poi da lì un altro minivan o bus fino ad Assuan.

Purtroppo non è stato possibile (più tardi spiegheremo perché, elencando anche tutte le difficoltà che si incontrano in un viaggio in Egitto fai da te con lo zaino sulle spalle).

La prossima volta che torneremo in Egitto sappiamo che riusciremo a raggiungere Assuan, e questo è quanto visiteremo:

  • La diga di Assuan: questa enorme costruzione iniziata nel 1960 ha formato quello che ora è il Lago Nasser. È un’opera immensa e estremamente dibattuta e controversa politicamente parlando. Si trova a circa 17 km dalla città di Assuan.
  • L’isola di Elefantina: la più grande isola sul fiume Nilo abitata dal popolo nubiano.
  • Il museo nubiano: il museo che raccoglie la storia del popolo nubiano, che abita la porzione del sud dell’Egitto e del Sudan, e come è cambiata la loro vita nel paese dopo la costruzione della grande diga, molte persone ce lo hanno raccomandato.
  • Il mercato delle spezie di Assuan: credo che un viaggio in Egitto non sia completo se non si visitano i suoi souq tradizionali, l’esperienza è sempre interessante.
  • Il giardino botanico sull’isola di Kitchener: una vera e propria isola trasformata in giardino, con piante provenienti da Asia e Africa.

Abu Simbel

Il nostro grande rimpianto.

Il motivo per cui desideravamo così tanto raggiungere Assuan era per poter ammirare questo incredibile e spettacolare tempio.

Si tratta in realtà di due templi: uno dedicato a Ramses II, il potente faraone egiziano e il più piccolo dedicato alla sua amata moglie Nefertari.

Il tempio è conosciuto in tutto il mondo per le quattro statue ciclopiche presenti sulla facciata, che rappresentano il faraone stesso.

Il tempio di Abu Simbel ora giacerebbe sotto le acque del fiume Nilo, se non si fosse intervenuto trasferendolo nel luogo in cui si trova ora. Lo spostamento dei templi, tagliati in più di mille blocchi e rimontati esattamente nella posizione originale, richiese un lavoro di 8 anni, un impiego di 3 mila persone e circa 90 milioni di dollari. Questa impresa titanica ineguagliabile, a tutt’oggi, è considerata unica nella storia dell’archeologia.

È possibile raggiungere Abu Simbel con diverse modalità:

  • Aereo: è collegato con tutti gli aeroporti egiziani, la compagnia aerea è EgyptAir (qui trovi il sito ufficiale).
  • Bus: esistono dei bus pubblici che partono da Assuan e raggiungono il sito di Abu Simbel. Non conosciamo il nome della compagnia, noi avremmo percorso questa strada se fossimo arrivati ad Assuan, occorre informarsi chiedendo al proprio ostello oppure alle persone del luogo da dove parte e quale è il costo. 
  • Felucca: non è una opzione economica ma è certamente interessante poter raggiungere i Templi di Abu Simbel con la tradizionale imbarcazione egiziana. Solitamente è possibile navigare e vivere una esperienza di 2 o 3 giorni. Consigliamo di recarsi direttamente al porto e contrattare.
  • Tour: ci sono dei tour in giornata che partono da Assuan, come questo, che puoi prenotare direttamente online.

Edfu

Risalendo da Assuan lungo il corso del Nilo verso Luxor si incontra Edfu.

Non è presente la compagnia Go bus, anche qui come per Marsa Alam occorre recarsi alla stazione e prendere un minivan o un taxi collettivo per giungere sino a Edfu.

Ma cosa vedere a Edfu? Ovviamente il tempio!

Il tempio di Edfu, iniziato a costruire durante il regno di Tolomeo III e concluso dopo 180 anni nel 57 a.C. è uno dei templi più completi dell’Egitto. Il tempio è rimasto sepolto per anni, motivo per cui i suoi motivi architettonici e decorativi sono sopravvissuti in ottimo stato.

Il tempio di Edfu è dedicato al Dio Horus, davanti alla sua facciata è infatti possibile ammirare due statue in granito del Dio-falco e le scene di Tolomeo XII che conquista i suoi nemici e adora le divinità.

Luxor

Da Edfu è possibile raggiungere Luxor utilizzando i taxi collettivi o minivan locali.

Noi siamo arrivati a Luxor da Marsa Alam.

Il viaggio per arrivare qui è stato tutt’altro che facile poiché abbiamo dovuto fare un vero e proprio giro dell’oca per arrivare.

Quando siamo andati alla stazione di Marsa Alam, gli autisti del minivan con destinazione Edfu (a circa 4 ore di distanza) ci hanno detto che avremmo dovuto recarci in polizia a chiedere se noi turisti avremmo potuto fare quel tragitto con i mezzi locali. Così ci hanno accompagnati alla stazione di polizia più vicina e lì i poliziotti ci ha detto che quella strada per i turisti non era percorribile con i mezzi locali, ma solo con taxi turistici privati, la motivazione: la nostra sicurezza.

Non abbiamo mai saputo se fosse la verità oppure un modo come un altro per spillare soldi ai viaggiatori.

Così abbiamo dovuto desistere e optare per Luxor, per un totale di quasi dodici ore di viaggio, senza aria condizionata con il caldo egiziano a tenerci compagnia, olè!

Per raggiungere la nostra destinazione abbiamo percorso questo tragitto: Marsa Alam – Al Quesir – Safaga – Qena – Luxor, cambiando quattro diversi mezzi di trasporto.

Il caldo di Luxor ti blocca, e non si placa nemmeno durante la notte. Eppure, la città, sorta sull’antica Tebe, antica capitale dell’Egitto possiede un patrimonio archeologico davvero impressionante e crediamo che un viaggio in Egitto non possa prescindere la visita di questo scrigno di tesori, qualsiasi sia la temperatura che si troverà a destinazione.

Le esperienze che abbiamo vissuto a Luxor le portiamo ancora dentro di noi, come i momenti passati a casa di un giovane ragazzo egiziano che ci ha ospitato in questa città e che ricordiamo sempre con un sorriso.

La città di Luxor, sorge sulle rive del fiume Nilo, che divide la città in due parti: la sponda orientale (dove nasce il sole), dedicata alla vita e quindi ricca di templi, mercati ed antiche costruzioni; ed una occidentale (dove il sole tramonta), dedicata alla morte ed a tutto ciò che è inerente “all’al di là”, dove sorgono le tombe degli antichi faraoni.

Ma cosa vedere a Luxor?

La lista è davvero corposa.

La parte orientale della città di Luxor è possibile visitarla a piedi, tutto è relativamente vicino. Nella città sono presenti minivan come trasporto pubblico, si sale in qualsiasi punto e si può scendere dove si vuole, pagando poche lire, per sapere il prezzo corretto il trucco che usiamo sempre è vedere quanto pagano le persone che scendono prima di voi dal minivan. Il prezzo è fisso, indipendentemente dal numero delle fermate che si fanno.

Nella città di Luxor sono presenti numerosi calessi per il trasporto dei turisti, noi sconsigliamo sempre di prenderli, non amiamo sfruttare gli animali e le condizioni in cui vivono quegli animali è un vero dispiacere per noi.

Sulla sponda orientale consigliamo queste attrazioni da visitare:

Il Tempio di Luxor

Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-egitto-fai-da-te-luxor-tempio

Posto sulla riva orientale del fiume Nilo è il tempio dedicato ad Amon, che sorge proprio nel centro dell’attuale città, è impressionante arrivare qui e trovarsi davanti questo meraviglioso templio che di notte viene illuminato rendendolo quasi surreale.

La sua costruzione iniziò nel XIV secolo a.C. per poi continuare ad espandersi sotto ogni faraone, che rendeva questo tempio la manifestazione del proprio potere. Si deve però a Ramses II il periodo di crescita più importante.

Nel XIII secolo, dopo un periodo di abbandono, fu costruita la Moschea di Abu al-Hajjaj all’interno del grande cortile di Ramses II.

Dopo la visita al grande tempio di Karnak stanchi e accaldati ci siamo seduti sulle panchine del parco che sorge davanti alla moschea e al tempio di Luxor e iniziando a parlare con alcuni uomini e donne egiziane abbiamo chiesto se fosse possibile visitare la moschea, (solitamente è possibile visitare le moschee anche se non si è di fede musulmana) e loro ci hanno risposto di sì. Così ci siamo recati all’ingresso della moschea e lì un poliziotto ci ha scortato all’interno facendoci ammirare la bellezza di questo tempio da un luogo davvero surreale.

All’interno della moschea è presente un pozzo che trae acqua direttamente dal Nilo, la tradizione dice che il numero di giri che si effettuano intorno a questo pozzo determinerà il numero di figli che si avranno nella vita.

Inoltre all’interno della sala riservata all’imam sulla parete è possibile ammirare la scena del matrimonio tra Iside e Osiride, considerata di buon auspicio per ogni coppia che la ammira.

Nessun turista entra in questa moschea, crediamo quindi che questa intuizione che abbiamo avuto sia stata davvero pazzesca, una delle esperienze più autentiche che abbiamo vissuto in Egitto.

Ovviamente quando è arrivato il momento di uscire ci è stato chiesto di pagare per la visita, così abbiamo lasciato una offerta alla moschea.

Se si desidera visitare il tempio di Luxor è necessario pagare un biglietto d’ingresso e sono necessarie circa 3 ore per poterlo visitare e una mezz’ora abbondante per percorrere il Viale delle Sfingi, qui riportiamo un elenco di quello che consigliamo di non perdere:

  • Viale delle sfingi: un lungo viale lungo all’incirca 2 km che collega il tempio di Luxor al tempio di Karnak. Viene chiamato viale delle sfingi perché ai lati sono presenti innumerevoli sfingi che accompagnano il visitatore da un tempio all’altro. Durante la festa annuale di Opet una statua del dio Amon partiva del Grande tempio di Karnak per giungere fino al tempio di Luxor.
  • Grande portale o I pilone: alto 24 metri, posto dopo il viale delle sfingi e voluto da Ramses II, decorato con scene del trionfo contro gli Ittiti nella Battaglia di Qadesh;
  • Statue di Ramses e obelischi – delle originali ne rimangono poche, alcune sono andate distrutte ed altri pezzi sono stati regalati (un obelisco è a Parigi per esempio);
  • Grande cortile di Ramses II: con le colonne a foglia di papiro, parte è inglobato dalla Moschea di Abu el-Hajjaj, in questo spazio si trovano due enormi statue del sovrano decorate con le celebrazioni dell’unificazione dell’Alto e del Basso Egitto;
  • Il colonnato e il cortile di Amenhotep III: un secondo pilone dà accesso ad un cortile con altre colonne con il capitello a papiro, da qui si entra nel cortile sede vera e propria dello svolgimento della cerimonia di Opet con le barche sacre;
  • Cappella del culto tetrarchico: questo era il sancta sanctorum del tempio (dove procedevano le barche sacre), è stata poi ristrutturata in epoca romana e rimodellata per costituire un’abside;
  • Il santuario di Amon: è la parte più profonda del tempio dove veniva custodita la statua del dio ed era anche la destinazione finale della barca sacra.

Il Tempio di Karnak (o grande tempio di Amon di Tebe)

Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-egitto-fai-da-te-tempio-karnak

Posto al termine del viale delle sfingi, questo tempio è dedicato ad Amon-Ra e conosciuto in lingua egizia come Ipet-sut ovvero ”la più venerata tra le sedi”.

È un complesso molto grande, occorrono all’incirca 3-4 ore per poterlo visitare, noi consigliamo di visitarlo all’alba, così da evitare il caldo torrido dell’estate egiziana, qui di seguito elenchiamo alcuni dei luoghi da non perdere all’interno del Tempio di Karnak:

  • Il gran cortile: punto di accesso dei fedeli (oltre il quale non potevano transitare), in quest’area sono presenti numerose costruzioni e piccoli templi dedicati a differenti divinità;
  • Il II pilone e la grande sala ipostila: costruiti da Horemheb e poi modificati da Ramses I e Ramses II. Nella sala ipostila vi sono oltre centotrenta colonne, che ricordano una vera e propria foresta, perfettamente allineate; le mura della sala sono riccamente decorate con scene di guerra (in alcuni casi non battaglie realmente accadute ma propositi di scontri da effettuare), qui è anche raffigurato il trattato di pace stipulato con gli Ittiti da Ramses II;
  • Gli obelischi di Thutmose I e di Hatshepsut: siamo nella zona del III e IV pilone, sede di numerosi rimodellamenti, queste due incredibili obelischi troneggiano senza eguali e quello di Hatshepsut è il secondo più alto del mondo dopo quello presente nella Città del Vaticano;
  • Il Santuario della barca sacra: qui veniva custodita la barca sacra di Amon, anche questo edificio è stato più volte smantellato e ricostruito nel corso delle varie dinastie.

Museo di Luxor

Si tratta di un museo archeologico dedicato all’arte egizia, raccoglie reperti provenienti in larga parte dall’antica Tebe; qui si possono vedere anche le mummie dei faraoni Ahmose I e Ramesse I, noi l’abbiamo apprezzato molto.

Sharia el-Souq

É il mercato di Luxor: qui troverai spezie, souvenir, abbigliamento, ogni cosa insomma! L’abbiamo trovato turistico, ma una passeggiata al suo interno è comunque piacevole. Ricordiamo che nei souq contrattare è d’obbligo!

Il museo della mummificazione

Museo dedicato interamente a questa antica arte. Inaugurato nel 1997, contiene non solo mummie di esseri umani ma anche di animali come gatti, pesci e coccodrilli, come anche gli oggetti utilizzati per tali rituali.

Il tramonto sul Nilo

É un’esperienza da fare assolutamente soprattutto se in compagnia di un egiziano, mentre si sorseggia thè caldo a bordo di una felucca (tradizionale barca egiziana), noi siamo stati ospitati sull’imbarcazione del cugino del nostro host di Couchsurfing, penso sia una delle esperienze che più rimarranno impresse in noi!

Per visitare la sponda occidentale del fiume Nilo, invece, non è possibile muoversi a piedi, e non esistono mezzi di trasporto pubblico, l’unico modo per poterlo visitare è con un tour (come questo) oppure con un taxi privato.

Noi abbiamo optato per la seconda opzione, abbiamo contrattato il prezzo e abbiamo passato quasi una intera giornata sulla sponda occidentale visitando le maggiori attrazioni:

Valle dei Re

Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-egitto-fai-da-te-valle-dei-re

É stata la sede delle sepolture dei faraoni per più di 500 anni, è stato scelto per la vicinanza al fiume, la presenza di roccia calcarea (facilmente lavorabile) e la sua facilità di protezione (esisteva un solo accesso alla valle).

Qui si trovano tombe appartenenti almeno a tre distinte dinastie, riconoscibili per le diverse architetture.

Pagando il biglietto di ingresso più economico si possono scegliere 3 tombe da visitare, è possibile farlo in autonomia, noi ci eravamo informati e confrontati anche con il ragazzo che ci ha ospitato con Couchsurfing e abbiamo optato per queste tre:

  • KV 2 – Tomba di Ramses IV;
  • KV 11 – Tomba di Ramses III;
  • KV 14 – Tomba di Tausert/Sethnakht.

In alcune tombe ci sono aree chiuse al pubblico, ufficialmente per lavori di ristrutturazione in corso, in realtà l’addetto alla vigilanza cercherà di farvi passare oltre le transenne per vedere la zona esclusiva in cambio di una mancia ovviamente. Noi non amiamo questo genere di cose e anche in questo caso non abbiamo assecondato questo atteggiamento.

All’ingresso del complesso sono presenti anche dei piccoli caddy, che permettono (pagando un biglietto a parte) di portarti all’inizio dell’area delle tombe. Non consigliamo di utilizzarlo, il percorso è di circa 800 metri ed è fattibilissimo a piedi.

La Valle delle Regine

Qui sono state trovate le tombe delle madri, le consorti ed i figli dei faraoni; in tale area vi sono più di settanta luoghi di sepoltura differenti ben conservati e riccamente decorati come quello della grande sposa reale Nefertari (per entrare in quest’ultima è necessario pagare un biglietto a parte).

I colossi di Memnone

Posti lungo la via che conduce dal Nilo alla Valle dei Re, sono l’unico complesso che non si paga in Egitto. Si tratta di due statue di Amenhotep erette nella necropoli di Tebe, una curiosità: da una di esse all’alba, sembra provenire un suono (legato al riscaldamento solare della roccia) che veniva interpretato come il saluto del faraone a sua madre.

Il Ramesseum

É detto così il tempio funerario di Ramesse II, occupa circa dieci ettari ed è visibile lungo la via per accedere alla Valle dei Re, di solito si effettua una fermata durante il tour per scattare qualche foto; rimangono, oggi, solo i resti di ciò che fu un tempo, come i frammenti dei due colossi e del palazzo reale con le colonne.

Il Tempio funerario di Hatshepsut

Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-egitto-fai-da-te-luxor-tempio-hatshepsut

Dedicato ad Amon-Ra, è considerato uno degli “incomparabili monumenti dell’antico Egitto”, si tratta di una struttura caratterizzata da tre livelli di terrazze, ciascuno dotato di una doppia fila di colonne ed unite una all’altra da lunghe rampe. L’ultima terrazza ha un portico con 24 statue della regina (anche se Hatshepsut veniva comunque rappresentata come un uomo) che porta all’entrata del santuario principale.

Sia la terrazza nel mezzo che quella inferiore sono riccamente decorate con bassorilievi raffiguranti scene di guerra ma anche relative ai momenti salienti dell’impero della regina stessa.

Noi consigliamo la visita di questo tempio: la sua posizione, incastrata nella roccia e circondata dal terreno arido, lo rendono ancora più suggestivo.

Anche qui sono presenti gli stessi caddy della valle dei Re, e anche in questo caso non consigliamo di prenderlo.

Medinet Habu

Il tempio funerario di Ramses III, è famoso per la sua architettura e per l’aspetto artistico, contiene iscrizioni riguardo l’arrivo e la sconfitta dei Popoli del Mare da parte del faraone a cui è dedicata la tomba.

Il Cairo

Abbiamo raggiunto il Cairo partendo da Luxor.

Alla stazione di Luxor abbiamo comprato i biglietti e dopo poche ore abbiamo preso il bus notturno con la compagnia Go Bus e siamo arrivati al Cairo la mattina.

Il Cairo, la capitale dell’Egitto è una megalopoli, conta infatti circa 20 milioni di abitanti e si affaccia sul fiume Nilo.

Il Cairo è una città senza eguali nel mondo, l’abbiamo trovata sporca, rumorosa, torrida, estremamente inquinata, eppure l’abbiamo amata.

Sarà il fascino decadente dei suoi palazzi storici, il fatto che anche solo uscire dalla porta di casa e attraversare la strada qui è già una grande avventura, sarà che se ne frega della modernità e del tempo che passa, lei continua a fare ciò che vuole e ad essere esattamente come vuole essere, oppure semplicemente non c’è una motivazione.

La città si può dividere in una zona orientale, più antica, cresciuta in maniera più caotica con le classiche vie piccole ed affollate, ed una zona occidentale con architetture moderne e sede dei palazzi governativi. Fanno parte de Il Cairo anche tre centri minori: Imbaba, Eliopoli (famosa per l’omonima battaglia e per essere stata ricostruita “da zero” a partire dal deserto cercando di creare un sobborgo futuristico) e Giza (nota per le sue piramidi e la Sfinge).

Circa a 20 chilometri dalla capitale si trova la città di Menfi e poco distante la necropoli di Saqqara (qui vi sono le piramidi più antiche che hanno ispirato le tre più famose di Giza).

Solitamente Il Cairo non è inserito negli itinerari turistici, se non per la visita al famoso museo Egizio che richiama ogni anno milioni di visitatori da tutto il mondo.

Noi ci abbiamo passato una settimana, e non siamo comunque riusciti a vedere tutto ciò che avremmo voluto, inutile dire che consigliamo di rimanere qui almeno qualche giorno per respirare l’aria (inquinata) di questa città e provare a capirla (senza davvero riuscirci).

Per potersi muovere in città sono presenti diversi autobus (aspettati qualcosa di molto tradizionale), e la metropolitana.

Quindi che cosa vedere al Cairo?

Ecco il nostro itinerario di visita:

Piazza Tahrir

É la piazza più importante della città, teatro delle rivolte della primavera araba egiziana.

Il Museo egizio

É il museo di antichità egiziane più importante al mondo, il primo nucleo di tale complesso è stato aperto nel 1858 e successivamente ampliato più volte. Nel 1902 è stata inaugurata la sede attuale (spostata rispetto alla precedente); nonostante la fama non risulta però molto esteso come superficie. I due piani contengono reperti incredibili, sono necessarie almeno tre ore per poterlo visitare. Il piano inferiore è organizzato cronologicamente e qui si trovano: le sale dell’Antico, del Medio e del Nuovo Regno ed infine quelle dell’età greco-romana; al primo piano si trovano invece le aree tematiche.

Tra i tesori più famosi contenuti in questo museo ricordiamo:

  • la collezione di Tutankhamon, con la famosa maschera funeraria d’oro, già solamente questa vale la visita a questo museo. Qui non è possibile scattare foto, e consigliamo di vedere questa sala per prima, all’apertura del museo, così da evitare code chilometriche per visitarla;
  • la “sala delle mummie (con 27 mummie reali);
  • la statuetta dello scriba;
  • la triade di Micerino;
  • le statue in pietra calcarea e arenaria di Ramses II, Senusret, Khafre, Sphinx, Akhenaton e Hatshepsut.

Si tratta di una tappa obbligatoria quando si passa dalla capitale egiziana perché una collezione così non si può trovare in altra parte del mondo, qui sono raccolti numerosissimi reperti provenienti dagli scavi effettuati in tutto l’Egitto, sono però esposti solo in parte, i restanti oggetti sono stipati in un magazzino.

È in fase di apertura e collaudo un nuovo museo nell’area della necropoli a Giza: il GEM – Grand Egyptian Museum, che dovrà aiutare a rendere accessibili al pubblico altre migliaia di reperti.

Il Cairo Copto

Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-egitto-fai-da-te-cairo-copto

In Egitto la religione più professata è l’islam, è però presente anche una percentuale di popolazione di cristiani copti.

Entrare nel quartiere copto del Cairo è come entrare in una città distinta, qui tutto è curato.

Il quartiere copto è facilmente raggiungibile con la metropolitana scendendo alla stazione Mar Girgis.

Ecco il nostro itinerario nel quartiere copto del Cairo:

  • Antiche mura romane: qui si possono ammirare i resti dell’antica fortezza romana risalente al II secolo d.C.;
  • Fortezza di Babilonia: adiacente alle antiche mura romane;
  • Chiesa ortodossa di San Giorgio: è l’unica chiesa rotonda in Egitto, risale al X secolo;
  • Chiesa di Santa Barbara: adiacente alla chiesa di San Giorgio;
  • Cimitero copto: sorge accanto alla chiesa di San Giorgio;
  • Chiesa di San Sergio e San Bacco: qui, secondo la tradizione, la sacra famiglia avrebbe soggiornato durante la fuga in Egitto;
  • Sinagoga di Ben Eza: aperta solo in determinati periodi e giorni dell’anno. Fondata nel IX secolo d.C. si pensa che sorga dove un tempo era eretto il Tempio di Geremia, il luogo in cui fu trovato Mosè tra le canne sulla riva del fiume Nilo.
  • Chiesa Pensile: è una delle chiese più importanti d’Egitto, le sue icone e decorazioni meritano una visita.

La Cittadella di Saladino

Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-egitto-fai-da-te-cairo-cittadella-saladino

Era una vera e propria città nella città, costruita da Salah al Din nel XII secolo come protezione contro i crociati.

Pagando l’ingresso per la cittadella è possibile visitare tutti i musei e gli edifici presenti in essa.

Per giungere fino a qui con i mezzi pubblici abbiamo dovuto camminare molto e chiedere agli abitanti indicazioni in diverse occasioni, ma è possibile farlo in autonomia senza utilizzare i taxi.

All’interno della cittadella di Saladino questo è l’itinerario di visita che abbiamo seguito:

  • La moschea di Muhammad Ali: è davvero molto suggestiva, uscendo è possibile ammirare il panorama della città dall’alto.
  • La moschea di Al-Nasir Muhammad: costruita nel XIV secolo era la moschea ufficiale della cittadella;
  • La moschea di Sulayman Pascia;
  • I musei della cittadella: il museo nazionale dell’esercito egiziano, il museo delle carrozze reali e molti altri;

Al di fuori della cittadella ma nelle immediate vicinanze ci sono anche queste moschee che vale la pena visitare:

  • La Moschea-Madrasa del Sultano Hassan: è a pagamento, e in questo caso noi abbiamo deciso di ammirarla solo dall’esterno;
  • La moschea di Al-Rifai: era in ristrutturazione durante la nostra permanenza, quindi anche in questo caso l’abbiamo vista solo dall’esterno;
  • La moschea di Ibn Tulun: costruita tra l’870 e l’880, è una delle moschee più antiche dell’intero continente Africano e la più grande del Cairo, è gratuita ma viene richiesta un’offerta all’ingresso.

Il Cairo Islamico

Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-egitto-fai-da-te-cairo-islamico

Qui ci abbiamo passato una intera giornata, respirando l’aria del Medio Oriente, ascoltando voci e annusando profumi di spezie.

Abbiamo amato profondamente perderci in questo quartiere e secondo noi il modo migliore per visitarlo è proprio quello di camminare e lasciarsi stupire da quello che ci si ritrova davanti.

Per giungere sino a qui siamo scesi alla fermata della metropolitana Bab El Shaariya e abbiamo passeggiato per un chilometro e mezzo (l’abbiamo già detto che amiamo camminare?! 😉)

Elenchiamo qui i punti salienti del quartiere:

  • Souq di Khan El Khalili: è il souq antico della città del Cairo, qui puoi trovare ogni cosa che desideri, il mercato si snoda in diverse vie limitrofe e vedere lo scorrere della vita e delle compere è già di per sé un viaggio, ricordiamo che qui la contrattazione è d’obbligo.
  • Wikala di al-Ghouri: si tratta di un caravanserraglio (un luogo di sosta per le carovane) costruito intorno al 1500, è uno dei meglio conservati di tutto l’Egitto, occorre pagare un biglietto per poterlo visitare all’interno.
  • Complesso di al-Ghouri: complesso che includeva una moschea, un mausoleo ed una cisterna che portava acqua a tutta la città. Attualmente è un centro in cui si esibiscono i devisci rotanti in particolari giorni della settimana.
  • Moschea di Al-Hakim; marmo bianco e tende verdi per riparare dal sole, l’abbiamo apprezzata molto.

Percorrendo la strada Bein al-Qasreen e successivamente Sharia al-Muizz li-Din Allah, e pagando un biglietto, è possibile entrare in diversi palazzi per ammirare: scuole, moschee, cisterne ed hammam, consigliamo davvero di farlo, sono mervaigliose e pochissimi turisti arrivano fino a qui.

Eliopoli

È un quartiere relativamente giovane della città, non l’abbiamo trovato particolarmente interessante ma segnaliamo due tappe che abbiamo apprezzato:

  • Libreria Diwan: quando abbiamo deciso che avremmo visitato l’Egitto abbiamo letto diversi libri che avevano l’Egitto come sfondo, e uno di questi è stato proprio la storia della nascita della libreria Diwan nel libro “La libraia del Cairo”, così abbiamo deciso di visitare una delle librerie sparse per tutta la città del Cairo. É presente all’interno anche un piccolo caffè dove è possibile sorseggiare carcadè mentre si sfogliano i libri. Qui abbiamo acquistato un libro meraviglioso per Rebecca (in inglese). Qui invece trovi la posizione della libreria Diwan ad Eliopoli.
  • Basilica di Nostra Signora di Eliopoli;

Giza

Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-egitto-fai-da-te-piramidi-giza

È proprio qui che si trova l’unica meraviglia del mondo antico ancora esistente: le piramidi di Giza.

Solitamente i turisti giungono fino a qui con un tour, dalla città del Cairo, da Sharm el-Sheikh, da Marsa Alam o da Luxor.

Noi abbiamo deciso di arrivare alle piramidi di Giza con le nostre forze, senza affidarci a tour operator.

Abbiamo preso la metropolitana fino alla fermata Giza, abbiamo seguito la folla e siamo arrivati a una piccola “stazione” dove c’erano i minivan diretti alla zona delle piramidi, da lì siamo scesi in un piccolo centro ed abbiamo preso un tuc tuc per fare gli ultimi chilometri fino all’entrata del complesso (le ultime due tappe le abbiamo completate chiedendo indicazioni alla gente che si trovava sui vari mezzi con noi).

Giza è un insieme di vie, alcune asfaltate altre sterrate, che non offre alcuna attrattiva turistica se non le meravigliose piramidi.

Siamo abituati a vedere le famose foto scattate alle piramidi e le immaginiamo completamente circondate da deserto, un luogo ameno e naturalistico.

La realtà però è ben diversa: dietro alle piramidi si estende il deserto sì, ma davanti ad esse la città di Giza si sviluppa in tutto il suo caos, traffico, sporcizia e la sua decadenza con gli edifici costruiti senza alcun ordine o piano urbanistico.

Eppure, la bellezza di queste costruzioni che resistono intatte da quasi 5.000 anni non viene intaccata.

Qui a Giza siamo stati ospitati da una famiglia con Couchsurfing che abitava proprio a poche centinaia di metri dall’entrata del complesso delle piramidi, un’esperienza davvero incredibile. Il vero gioiello della casa era la terrazza da cui si poteva avere la vista sulle tre piramidi ed ammirarle in tutto il loro splendore.

Mirko ha cucinato una cena italiana per tutti mentre guardava lo spettacolo di luci notturne sulla piramide di Cheope. Non troviamo le parole giuste per esprimere quell’emozione.

Noi abbiamo deciso di svegliarci all’alba e visitare le piramidi all’apertura del complesso, alle 7.00 del mattino (la chiusura è prevista per le ore 17.00).

Muoversi all’interno di tale area non è complicato: si può camminare in autonomia oppure utilizzare cammelli o cavalli (questi ultimi con o senza calesse); noi sconsigliamo di utilizzarli, non amiamo lo sfruttamento degli animali. A piedi è possibile raggiungere quasi ogni punto anche con i bambini (rimangono esclusi alcuni osservatori panoramici che sono posti a diversi chilometri dalle piramidi e raggiungerli camminando sotto il sole non è affatto facile).

L’ingresso al complesso, denominato Giza Plateau prevede il pagamento di un biglietto (nella sezione “conclusioni finali” di questo articolo trovi il sito ufficiale con i prezzi d’ingresso aggiornati di tutti i siti visitabili in Egitto) che non include però l’ingresso alle piramidi, la tomba di Meresankh III e il cimitero dei lavoratori. Se si vuole entrare all’interno delle piramidi è necessario pagare un biglietto singolo per ogni ingresso (un pagamento per la Piramide di Cheope, uno per quella di Chefren e uno per quella di Micerino).

Quando abbiamo visitato noi la necropoli di Giza era possibile entrare solo in quella di Chefren, le altre due erano chiuse (e anche se non lo fossero state non avremmo comunque pagato per entrare in tutte e tre), abbiamo quindi acquistato a parte il biglietto per entrare in questa ultima piramide.

Entrare nelle piramidi significa percorrere un lungo corridoio, stretto e basso con una parte in discesa, una parte in salita, che giunge fino alla stanza sepolcrale, vuota. Il corridoio non è decorato e tantomeno la stanza. Ogni tesoro è stato trafugato nel corso dei secoli dai ladri di tombe. Se si desidera ammirare stanze sepolcrali finemente decorate occorre recarsi nella valle dei re e delle regine a Luxor e se invece si desidera ammirare i tesori funerari che sono giunti fino a noi è necessario visitare il museo egizio del Cairo.

Ecco il percorso che abbiamo seguito noi all’interno della necropoli di Giza:

  • la Grande Sfinge – è lei che ti dà il benvenuto all’interno della necropoli, per giungere fino alla piramide di Cheope dovrai passarle accanto; è possibile arrivare fino ai suoi piedi per ammirarla da vicino. Questo animale mitologico era posto all’ingresso del complesso per proteggere il corpo del faraone per l’eternità;
  • la piramide di Cheope o la grande piramide – è la più antica delle tre, costruita dal faraone Cheope per la sua sepoltura, è ancora possibile ammirare il rivestimento originario alla base della stessa, il resto della pietra è stato rubato nel corso dei secoli;
  • la piramide di Chefren – la seconda in ordine di grandezza, è dedicata al figlio del faraone Cheope, sulla sommità è ancora visibile la copertura in calcare bianco;
  • la piramide di Micerino – la più piccola delle tre, destinata al nipote di Cheope, e l’ultima ad essere stata costruita;
  • le piramidi delle regine – poste ai piedi delle grandi piramidi;
  • diversi punti panoramici.

Segnaliamo il “Pyramids Sound and Light Show”, uno spettacolo di luci e racconti che prendono luogo diverse sere la settimana (in lingue differenti alle 19:00, alle 20:00 e alle 21:00 durante l’inverno e 2 ore dopo durante l’estate – gli orari sono soggetti a variazioni, qui puoi trovare informazioni aggiornate) e che si possono ammirare o direttamente ai piedi del complesso delle piramidi (pagando un ingresso) oppure anche dai tetti dei bar, degli hotel e dei fast food posti nelle immediate vicinanze della necropoli. In questo spettacolo è la sfinge che “parla” raccontando la storia del complesso in diverse lingue.

Noi abbiamo avuto la fortuna di ammirare lo spettacolo dal terrazzo della casa in cui eravamo ospitati, davvero suggestivo.

Sharm el-Sheikh

Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-egitto-fai-da-te-sharm-el-sheikh

Sharm el-Sheikh è una meta molto conosciuta nel turismo internazionale, soprattutto in Italia.

Posta nella parte meridionale della penisola del Sinai e bagnata dal Mar Rosso è famosa per il suo mare cristallino e per una delle barriere coralline più belle del mondo.

Siamo arrivati qui dal Cairo, viaggiando su un bus notturno (sempre della compagnia Go Bus) che ci ha portato ad attraversare il canale di Suez.

La penisola del Sinai è un’area molto “calda” in Egitto, in cui sono presenti diversi gruppi terroristici locali, sono stati effettuati, infatti, molti controlli sul pullman durante il tragitto verso Sharm el-Sheikh.

Inoltre attraversare il canale di Suez prevede che il pullman sia scansionato dai raggi X, noi avendo Rebecca abbiamo dovuto scendere dal bus e camminare aspettando che finisse il controllo con le radiazioni.

A Sharm el-Sheikh, così come a Marsa Alam, sono presenti diverse strutture all inclusive che solitamente sono scelte dai turisti internazionali.

Noi abbiamo optato per una struttura che accoglieva principalmente turisti nazionali e con un prezzo economico che includeva anche la prima colazione. Qui ogni sera era previsto un trasporto gratuito presso Sharm Old Market (a noi è sembrato una trappola per turisti) e verso Naama Bay, la zona più conosciuta di Sharm el-Sheikh e completamente turistica.

Che cosa fare a Sharm el-Sheikh?

Rilassarsi, fare snorkeling e per chi ha il brevetto da sub organizzare qualche immersione; il Parco di Ras Mohammad a pochi chilometri di distanza è il paradiso per i sub.

La spiaggia convenzionata con il nostro hotel non aveva la barriera corallina così abbiamo optato per la spiaggia di Reef beach e con soli 3€ al giorno avevamo incluso l’ingresso, due lettini e un ombrellone.

La barriera corallina che abbiamo trovato qui è diversa rispetto a quella che abbiamo ammirato a Port Ghalib ma entrambe sono straordinarie, per i colori dei coralli e le tipologie di pesci. Abbiamo ammirato pesci scorpione, pesci pagliaccio, murene, pesci chirurgo, pesci balestra, pesci farfalla, barracuda, e una infinità di coralli meravigliosi di tutti i colori esistenti in natura.

Ammirare i pesci nuotare liberi e indisturbati nel loto habitat è davvero qualcosa di magico.

Alessandria d’Egitto

La nostra ultima tappa del viaggio era Alessandria, da qui abbiamo preso il nostro volo (come sempre scelto perché il più economico) per uscire dall’Egitto.

L’idea iniziale era quella di fare tre notti qui, ma quando siamo arrivati a Sharm el-Sheikh abbiamo amato talmente tanto quella barriera corallina che abbiamo voluto passare quegli ultimi giorni indossando la maschera da snorkeling.

Siamo arrivati qui utilizzando l’autobus pubblico Go bus da Sharm el-Sheikh e dal terminal siamo andati direttamente in aeroporto.

Alessandria d’Egitto è la seconda città più grande dello stato, si sviluppa lungo la costa del Mediterraneo a circa 200 chilometri dal Cairo, il nostro programma di visita prevedeva questo itinerario:

  • Bibliotheca Alexandrina: è una commemorazione dell’antica biblioteca che sorgeva proprio in questa città. In questo complesso è inclusa non solo la biblioteca (che contiene testi donati da ogni paese del mondo), ma anche un museo, gallerie d’arte e un planetario;
  • il Faro di Alessandria: oggi si possono ammirare i resti di questa meraviglia inglobati in un forte del XV secolo;
  • le Catacombe di Kom el-Suqafa: la necropoli greco-romana più grande d’Egitto;
  • il Pilastro di Pompeo: l’unico monumento intatto risalente al III secolo d.C.;
  • il Palazzo del Montazah: uno dei palazzi reali d’Egitto, che dopo la caduta della monarchia è divenuto palazzo pubblico che è possibile visitare a pagamento;
  • il Palazzo Ras el-Tin: anche questo è uno dei palazzi reali d’Egitto che si affaccia sul mar Mediterraneo;
  • la Moschea di Abu Abbas al-Mursi.

Deserto Occidentale: Oasi di Siwa

Elena ha un amore smisurato per i deserti e questa tappa era scritta nella lista dei suoi desideri qui in Egitto.

Purtroppo il periodo non era dei migliori, il deserto può essere davvero duro in estate e così abbiamo optato per rimandarlo ad un altro periodo dell’anno.

Eppure, vogliamo inserire qui l’Oasi di Siwa, la più grande e importante oasi del Deserto Occidentale e il percorso di visita che avremmo seguito:

  • I siti storici del tempio di Amon e al suo oracolo;
  • I bagni di Cleopatra e le sue piscine che raccolgono le acque termali curative della zona;
  • La cittadina di Shali e la città berbera con i resti delle abitazioni antiche;
  • La necropoli del monte dei morti.

Egitto fai da te: come spostarsi

Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-egitto-fai-da-te-trasporti

Parte della nostra filosofia di viaggio è utilizzare i mezzi di trasporto locali per esplorare il Paese e vivere completamente immersi nella realtà del luogo che ci sta ospitando.

Anche per l’Egitto non abbiamo fatto eccezione, per quanto questo si sia rivelato davvero complicato e difficile.

Abbiamo passato un mese (il massimo che ci era concesso con il visto turistico) nella terra dei faraoni e abbiamo capito che gli egiziani per spostarsi usano questi mezzi di trasporto: i treni, i pullman e i taxi condivisi o minivan.

La rete ferroviaria collega da nord a sud il paese, da Alessandria d’Egitto fino ad Assuan.

Per gli stranieri non è possibile prenotare online il biglietto, è acquistabile solo alla stazione e il prezzo per i turisti è davvero altissimo rispetto al prezzo per gli egiziani. Non è possibile farsi acquistare il biglietto da un cittadino egiziano perchè al momento del controllo da parte dei funzionari viene richiesto di pagare la differenza.

Noi non l’abbiamo mai utilizzato per questo motivo. Ma può essere una buona opzione per chi non ha da rispettare un budget.

La compagnia di bus maggiormente presente nel paese e che collega le principali città egiziane (anche se non tutte) è Go Bus. Economica ed efficiente, biglietti acquistabili sia online che agli uffici della compagnia presenti nei terminal. Prevede lo stesso prezzo per i cittadini egiziani e stranieri.

Infine, i taxi condivisi/minivan, si possono trovare anch’essi nelle varie stazioni delle città egiziane minori. Credo che non dimenticheremo mai la nostra giornata di viaggio passata su quei mezzi che ci hanno fatto attraversare mezzo Paese.

Viaggiare su questi mezzi è una esperienza autentica, molto economica (la più economica) e senza alcun genere di comfort. Non si trovano informazioni online e non ci sono orari di partenza predefiniti, i mezzi partono quando si riempiono. Inoltre non è semplice per gli stranieri salire sui taxi condivisi o minivan, perché gli autisti non desiderano che i viaggiatori paghino come gli egiziani.

Inoltre la maggior parte degli autisti non parlano inglese, noi per comunicare con loro usavamo google translate.

Nella città del Cairo è possibile spostarsi con la metropolitana e con gli autobus locali. Le metropolitane hanno i vagoni divisi in uomini e donne, per rispettare le regole della religione musulmana, i biglietti è possibile acquistarli in stazione e il prezzo è unico per i turisti e per gli stranieri (non incontrerete molti turisti qui, direi nessuno!).

Anche per i bus e i minivan urbani presenti nelle città egiziane (come Luxor, il Cairo, e Alessandria) il prezzo è uguale per tutti, e il costo del biglietto è scritto sulla facciata dell’autobus in arabo ovviamente 😊. Noi abbiamo imparato i numeri arabi proprio per evitare fregature! È stata un’esperienza divertente e poi imparare la lingua araba è un altro dei desideri di Elena 😉!

I taxi sono diffusi in tutte le città egiziane e inutile dire che non hanno il tassametro e qui vince chi riesce a trattare meglio il prezzo. Noi li abbiamo sempre evitati.

Dove alloggiare in Egitto

In Egitto sono presenti tutti i tipi di sistemazioni, anche se le più conosciute e le più prenotate dai turisti sono sicuramente quelle all inclusive al mare e gli hotel con almeno 3 stelle nelle città.

Noi abbiamo soggiornato in hotel semplici, guest house, e a Port Ghalib e Sharm el-Sheikh abbiamo avuto anche la piscina, la spiaggia e la colazione inclusa nel prezzo, il tutto rispettando il nostro budget. E in due occasioni siamo stati ospitati utilizzando l’applicazione di Couchsurfing.

In questo articolo vogliamo cogliere l’occasione di ringraziare pubblicamente i nostri host (chi ci ha accolto e ospitato), che ci hanno permesso di scoprire luoghi e tradizioni che non avremmo potuto scoprire altrimenti. Il nostro viaggio in Egitto non sarebbe stato lo stesso senza avervi conosciuto: Mustafà, Rami e Mario, ci vediamo presto… Inshallah!

Cosa mangiare in Egitto

Chi come noi viaggia con un budget contenuto e ha la passione per il cibo tipico, sicuramente non rimarrà deluso dal cibo egiziano.

Qui non è molto diffuso lo street food, come in Asia per intenderci, abbiamo sempre mangiato in locali tipici con dei prezzi davvero contenuti.

La cucina dell’Egitto è semplice e particolare allo stesso tempo, gli ingredienti di base che la caratterizzano sono: il pane, la carne (per lo più pollo, agnello e montone), il pesce e le verdure (tra tutte le melanzane, le fave, i cetrioli, il pomodoro e l’aglio). Nonostante le numerose influenze legate alla sua posizione strategica a cavallo tra diversi mondi è riuscita a sviluppare una sua tradizione che noi abbiamo molto apprezzato.

Ecco i piatti che ci hanno fornito nutrimento durante la nostra permanenza in Egitto:

  • Koshary, un piatto unico a base di due tipi diversi di pasta, ceci, riso, cipolle fritte, lenticchie e spesso accompagnato anche da una deliziosa salsa di pomodoro.
  • Molokhia, detto anche “ortaggio dei faraoni”, è il nome di una pianta da cui si ricavano zuppe o stufati che portano lo stesso nome della pianta e di solito accompagnano piatti a base di carne.
  • Ful, si tratta di una pietanza a base di fave cucinate in appositi pentoloni di rame e servito con olio (parecchio), prezzemolo, cipolla, aglio e succo di limone; tipicamente si mangia con il pane.
  • Da’a, non è un vero e proprio piatto bensì un condimento molto piccante che accompagna diverse pietanze, è a base di peperoncino (per gli amanti del genere).
  • Falafel, sono famose in tutto il mondo queste polpette fritte a base di fave sminuzzate, cipolla, aglio, coriandolo, prezzemolo ed altre spezie (che cambiano a seconda di chi sta cucinando).
  • Mashi, si tratta di involtini ripieni di riso ed altri condimenti vari, avvolti in foglie di cavolo o di uva, bolliti e serviti con salsa di pomodoro e prezzemolo, davvero squisiti!
  • Kofta, vengono chiamati così gli spiedini a base di carne macinata unita ad un trito di cipolla, aglio, prezzemolo e molte altre spezie, cotte rigorosamente alla brace (sembrano polpette infilzate in spiedini).
  • Shawarma, è quello che noi in Italia chiamiamo “Kebab”, la carne è di agnello o pollo, pressata e cucinata allo spiedo (un enorme spiedo che ruota, da cui il cuoco, con un grande coltello taglia dei pezzi), servito con cipolle, pomodori, peperoni, e altre infinite salse, il tutto inserito in un panino.
  • Hummus, rientra tra gli antipasti tradizionali, è una crema di ceci che si consuma con olio e succo di limone, alcuni amano spolverare del peperoncino secco per dare un tocco piccante, è il nostro piatto preferito in assoluto, Rebecca ne va pazza!
  • Tahina, forse la salsa più diffusa in tutto l’Egitto: è una crema a base di sesamo diluito con acqua e mischiato con aglio tritato e succo di limone (è la base dell’hummus).
  • Baba ganush, un altro antipasto per noi delizioso e che avevamo già avuto il piacere di mangiare in Israele: è composto da polpa di melanzane unita con olio, sale, aceto e molto pepe.
  • Dolci, abbiamo creato una categoria a parte perché meritano e sono davvero deliziosi; utilizzano molto le nocciole, gli arachidi, il sesamo, il burro ed il miele (o la melassa). Tra i più diffusi troviamo: il Basbousa, il Baklawa, l’Umm Alì, la Halawa ed il Knafeh.

Anche le bevande in Egitto meritano una menzione particolare, noi consigliamo:

  • Carcadè, infuso di fiori di ibisco (da consumare freddo o caldo);
  • Shay, è un tè alla menta (di solito molto zuccherato) davvero delizioso, molto simile al tradizionale thè che avevamo assaggiato in Marocco;
  • Ahwa, o caffè arabo, servito in tazzine colme di sedimenti (bisogna prenderci la mano per imparare a berlo).

Inutile di dire quanto abbiamo apprezzato la cucina egiziana, è in assoluto una delle nostre preferite!

L’Egitto è un paese sicuro?

È sempre difficile rispondere ad una domanda del genere.

L’Egitto è un paese particolare e noi ne abbiamo avuto consapevolezza quando parlando con le persone del luogo abbiamo capito che certi argomenti potevano essere trattati e altri no.

Durante la nostra permanenza in Egitto non ci siamo mai sentiti in pericolo, nemmeno salendo sui mezzi locali. Abbiamo osservato il buon senso e fatto attenzione a non uscire soli per la strada di notte, a non ostentare oggetti di valore e abbiamo osservato tutte le norme richieste dal Paese che ci stava ospitando.

Le truffe in un viaggio in Egitto fai da te

Questo paragrafo solitamente non viene incluso nei nostri articoli sulle guide dei Paesi zaino in spalla con i bambini.

Eppure in questo articolo crediamo sia necessario inserire questa sezione.

Abbiamo già parlato della differenza dei prezzi per i cittadini egiziani e per gli stranieri: per le attrazioni (qui trovi il sito ufficiale dove controllare il costo di tutte le attrazioni egiziane), per i soggiorni, per il cibo, per lo shisha (sì, anche per questo, ci hanno chiesto di pagare un prezzo tre volte più alto!), per i trasporti, insomma, per ogni cosa!

Non amiamo molto questo genere di differenza, perché crediamo che trattare il turista sempre come qualcuno che ha i soldi e quindi può pagare venti volte tanto, non sia corretto (ben consapevoli del discorso dei diversi poteri di acquisto delle singole monete).

Partiamo dal concetto che la contrattazione è un aspetto culturale, aspettati quindi, soprattutto nei loro mercati (souq) di trattare prima di acquistare qualsiasi oggetto tu desideri portare a casa.

Ma qui in realtà vogliamo parlare di tutti gli episodi a cui abbiamo assistito che in alcuni casi ci hanno visto protagonisti e in altri spettatori, e lo facciamo per evitare che anche tu possa trovarti in un contesto simile.

L’Egitto è stato l’unico paese in cui ci siamo sentiti chiedere soldi ogni giorno, più volte al giorno e per qualsiasi cosa, siamo persone molto pazienti, eppure, dopo una sola settimana qui ci siamo sentiti davvero stanchi di tutte queste richieste.

Ci hanno chiesto soldi all’aeroporto, quando il funzionario ci ha detto di togliere i pc dallo zaino (era un’informazione che per lui era necessario pagare!), ai bagni del museo egizio del Cairo, quando fuori c’era un cartello in cui si diceva esplicitamente di non dare mance ai funzionari, e ci è stato dato moltissime volte il resto sbagliato.

Ogni persona che si avvicinerà a voi all’interno dei templi, con qualsiasi pretesto, sarà per avere soldi, anche quando inizierà la frase dicendo “no tips” (nessuna mancia).

Abbiamo visto persone farsi una foto con un cammello e dover pagare per questo, persone che all’interno dei templi ci indicavano una particolare statua e richiedevano mance per questa segnalazione, addetti alla sicurezza all’interno della valle dei Re che ti fanno entrare in aree dove non sarebbe possibile l’ingresso in cambio di soldi, e mille altri episodi del genere.

Crediamo davvero che la conoscenza di queste situazioni e l’impegno di tutti i viaggiatori a non incentivare queste azioni possa far sì che l’esperienza vissuta in Egitto sia ancora più piacevole 😊.

Cosa leggere prima di un viaggio in Egitto?

Siamo dei grandi amanti della lettura, il nostro migliore compagno in questo giro intorno al mondo è il nostro Kindle Paperwhite, che ci permette di avere una vera e propria biblioteca in viaggio.

Prima di visitare l’Egitto, e durante la nostra permanenza in questo Paese, abbiamo letto alcuni libri che ci hanno aiutato a capire il luogo che stavamo visitando.

Ecco i libri che consigliamo di leggere prima di un viaggio in Egitto:

Un grande classico della famosa scrittrice inglese. Questo thriller ambientato sulle rive del Nilo è stato scritto durante il suo soggiorno al Sofitel Legend Old Cataract Aswan, noto come Old Cataract Hotel. Immergiti nell’atmosfera dell’epoca e scopri, insieme a Poirot, chi si nasconde dietro l’assassinio che ha avuto luogo durante una crociera sul fiume Nilo.

Un libro moderno che racconta la storia della nascita della catena di librerie Diwan al Cairo, direttamente dalla voce della fondatrice. Intrecciato alle vicende politiche dell’Egitto moderno, questo libro sprigiona un’incredibile forza e porta a credere che sia possibile creare un proprio progetto, anche quando il contesto non è dei migliori.

In questo libro, scritto a quattro mani dai genitori, viene raccontata la storia del giovane ricercatore italiano Giulio Regeni, torturato e ucciso nel 2016 al Cairo. La vicenda giudiziaria è ancora in corso, e crediamo sia importante come italiani conoscere davvero la storia di Giulio, troppo spesso politicizzata. Giulio è un ragazzo italiano “che faceva cose” e ancora adesso tramite le persone che lo amano “continua a fare cose”. Un libro da leggere, indipendentemente da un soggiorno in Egitto.

In questa serie di 5 romanzi lo scrittore francese ripercorre la vita del faraone Ramses II. Una saga scorrevole che aiuta a farci immergere nell’atmosfera dell’Egitto all’epoca dei faraoni.

Il ciclo completo in cui lo scrittore narra la vicenda di Taita, lo schiavo architetto che progettò la tomba del faraone Mamose VIII. Un grande classico che vale la pena leggere prima e durante un viaggio in Egitto.

Considerazioni finali

In questo articolo abbiamo parlato apertamente di quanto possa essere difficile un viaggio zaino in spalla in Egitto, abbiamo raccontato i pro e i tanti contro di un viaggio in Egitto fai da te eppure non abbiamo dubbi, noi torneremmo (e torneremo) altre mille volte a visitare questo Paese così complesso, complicato, eppure, pieno di tesori così incredibili che non visitarlo sarebbe davvero perdersi qualcosa di speciale.

Consigliamo un viaggio in Egitto a tutti gli amanti della vita marina, a coloro che amano rilassarsi al mare ed agli amanti della storia.

Un viaggio in Egitto non lascia mai indifferenti 😊!

Se non vuoi perderti le nostre prossime avventure iscriviti alla newsletter Cartolina!

Se hai trovato utile questo articolo puoi supportaci su Ko-fi!

Questo articolo contiene link di affiliazione.

CONDIVIDI ARTICOLO:

Ti potrebbe interessare anche: