Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-Scritta-Anomadi
Cerca
Close this search box.

Laos cosa vedere. Il nostro itinerario fai da te

Laos-cosa-vedere-Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-copertina

Indice

Quando abbiamo deciso di lasciare tutto e partire per fare il giro del mondo in famiglia sapevamo che avremmo voluto seguire il percorso del sole, da est a ovest. Così dopo le prime tappe (in Israele, Palestina e Giordania) abbiamo deciso che era il momento per noi di visitare il sud-est asiatico.

Il Laos è stato il secondo Paese (la prima tappa è stata la Thailandia) di questa parte di mondo che abbiamo visitato con la nostra bambina di 3 anni.

Il Laos non è così conosciuto come i Paesi che confinano con lui (come il Vietnam, la Cambogia e la Thailandia) e proprio per questo crediamo che sia ancora un Paese in cui sia possibile avere una esperienza autentica (anche se non in tutte le sue città).

In questo articolo abbiamo condensato cosa vedere in Laos in un itinerario di viaggio fai da te: i documenti e il visto d’ingresso, come spostarsi, cosa mangiare, e cosa non perdere in questo paese così piccolo ma così pieno di storia e cultura.

Breve storia del Laos

Le numerose tracce rinvenute in queste terre ci fanno pensare ad insediamenti di uomini preistorici anche qui in Laos. Molti reperti trovati nei pressi del fiume Mekong, testimoniano gli insediamenti agricoli risalenti addirittura al 4.000 a.C..

Nel VIII secolo sorse l’Impero Khmer che regnò per i successivi cinque secoli.

Tra il decimo ed il dodicesimo secolo, dalla zona meridionale della Cina, vi fu una lenta ma continua migrazione delle popolazioni tai, da cui successivamente si svilupparono i lao (sottogruppi che si stabilirono nell’odierno Laos) ed i thai (sottogruppo che si stanziarono nell’attuale Thailandia).

Nel XV secolo, il principe khmer Fa Ngum, unificò i principati laotiani e venne incoronato, nel 1354, sovrano di Lan Xang, il primo grande regno laotiano; nei primi vent’anni di regno il principe espanse i confini del regno fino a comprendere parte dell’attuale Vietnam e della Thailandia.

Iniziarono da quel momento anni di crisi e conflitti con i regni confinanti per la spartizione delle terre e la stabilizzazione dei confini, fino al 1500 circa, quando, con l’ascesa, di Visunurat, Lan Xang tornò a prosperare. Durante il regno di questo sovrano vennero edificati numerosi templi e crebbero notevolmente le arti ed il fervore religioso.

All’inizio del 1700 il regno si divise a causa delle crisi interne del Paese, indebolendo le difese e rendendoli entrambi facile preda dei regni confinanti.

Questo periodo di instabilità portò ad un ulteriore separazione dei domini fino alla completa annessione al Siam. Nel 1899, dopo la guerra franco-siamese venne creato ufficialmente il Protettorato Francese del Laos.

La situazione rimase invariata (la Francia usava il Laos come stato cuscinetto per controllare le colonie Inglesi) fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando con l’indebolimento della Francia, il Giappone invase l’Indocina.

L’11 maggio 1947 venne istituito il Regno del Laos. La Francia continuò a controllare il Paese fino al 1953, quando venne firmato il Trattato di amicizia ed associazione franco-laotiana (la stessa indipendenza è stata poi rimarcata nella Conferenza di Ginevra).

Durante gli anni del conflitto Vietnam-USA, il Laos fu bombardato in modo massiccio. Le conseguenze dei bombardamenti sono tuttora visibili: si stima infatti che nel territorio laotiano giacciano centinaia di migliaia di ordigni bellici ancora inesplosi.

Geografia laotiana

Si tratta di uno stato dell’Indocina che confina a est con il Vietnam, a ovest con la Thailandia, a nord-ovest con il Myanmar, a nord con la Cina ed a sud con la Cambogia. Il Laos non ha sblocco sul mare, il territorio è prevalentemente collinare e montuoso ed i rilievi possono arrivare anche oltre i 2.000 metri di altezza.

Nel paese scorre il leggendario fiume Mekong che costituisce, in parte, il naturale confine con il Myanmar e con la Thailandia.

Documenti necessari per entrare in Laos

Per viaggiare in Laos è necessario un passaporto che abbia una validità residua di almeno 6 mesi dalla data di ingresso nel Paese.

È necessario il visto anche per soggiorni turistici. Questo deve essere richiesto alle rappresentanze diplomatico-consolari laotiane. Per brevi periodi di permanenza, il visto può essere ottenuto anche all’arrivo, al posto di frontiera aeroportuale (Vientiane, Luang Prabang e Savannaketh), terrestre (presso il Tha-Lao Friendship Bridge) e nei principali valichi di frontiera internazionali (non tutti però, consigliamo, prima di intraprendere il viaggio, di consultare il sito Viaggiare Sicuri)

Il visto ha un costo di 40$ ed è necessaria una foto formato tessera; la validità è di 30 giorni ma può essere rinnovato dal Dipartimento dell’Immigrazione locale. È possibile fare domanda di visto online accedendo al sito dedicato; vi sono però delle limitazioni all’emissione del visto con tale modalità: tutto dipende dal punto di ingresso del Paese, che è specificato nel sito.

Noi abbiamo richiesto il visto all’ingresso alla frontiera terrestre.

È frequente la corruzione dei funzionari di dogana delle frontiere terrestri che richiedono il pagamento di somme di denaro ulteriori per entrare o uscire dal paese. Noi abbiamo avuto questa esperienza all’uscita dal Paese al confine con il Vietnam.

La richiesta è spesso implicita, noi abbiamo deciso di non pagare e questo ci ha quasi fatto perdere l’unico pullman presente nel bel mezzo del nulla e sotto la pioggia incessante di un monsone asiatico. Racconteremo di questa rocambolesca avventura in un prossimo episodio del nostro Podcast Rullino, qui puoi trovare già le nostre istantanee di viaggio intorno al mondo.

Vaccinazioni per viaggiare in Laos

Ai viaggiatori provenienti da zone a rischio di trasmissione della febbre gialla, è richiesto di presentare il certificato di vaccinazione contro la stessa al momento dell’ingresso.

Non sono richieste altre vaccinazioni obbligatorie per viaggiare in Laos.

La Malaria è endemica in alcune località di campagna, si registrano regolarmente casi di Dengue, sia nelle città che nelle campagne, mentre nel Laos meridionale sono stati segnalati casi di Antrace. Dalla fine del 2015 sono stati segnalati casi di Poliovirus di tipo 1, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda ai viaggiatori che hanno intenzione di recarsi in queste aree di vaccinarsi con una schedula completa.

Nelle principali città l’acqua risulta potabile ma sono comuni episodi di infezioni intestinali dovuti a microrganismi contenuti nell’acqua corrente. Consigliamo di portare con sé fermenti lattici e utilizzare una borraccia con filtro, come questa. Per tutta la nostra permanenza in Laos abbiamo riempito la nostra borraccia con l’acqua dei rubinetti e con il filtro speciale che possiede non abbiamo avuto alcun problema intestinale.

Ricordiamo l’importanza di avere una buona assicurazione viaggio prima di partire, se non sai quale scegliere qui puoi trovare il nostro articolo completo con le migliori assicurazioni viaggio a confronto.

Qui, invece, trovi il link all’assicurazione viaggio che usiamo da anni in giro per il mondo e che non ci ha mai abbandonato 😊.

Moneta e pagamenti in Laos

La moneta ufficiale è il Kip (LAK), per monitorare in tempo reale il cambio lasciamo il link al sito che utilizziamo quotidianamente.

Per i pagamenti si possono utilizzare sia i contanti che la carta di credito, queste ultime sono più utilizzate nelle grandi città o nei luoghi turistici. Per il cibo di strada, il pagamento degli alloggi come guest house o ostelli e il pagamento dei trasporti viene sempre richiesto il pagamento in contanti.

Gli ATM sono diffusi quasi ovunque. In Laos sono previste sempre delle commissioni di prelievo quando si utilizzano carte estere agli ATM. Noi abbiamo provato diverse soluzioni prima di scegliere la migliore dal punto di vista del risparmio: presso gli sportelli della BCEL (Banque Pour Le Commerce Exterieur Lao Public) si possono prelevare fino a 150 € pagando una commissione pari a 2€.

Noi utilizziamo da anni delle carte internazionali che ci permettono di pagare in valuta locale senza costi di cambio valuta, in questo articolo puoi trovare le carte che utilizziamo noi da anni in giro per il mondo e iniziare anche tu a risparmiare!

Quando andare in Laos: il clima

Il clima è di tipo tropicale monsonico e si possono distinguere due periodi principali:

  • da maggio a settembre: monsone estivo con moltissime piogge che provocano le piene del Mekong e dei suoi affluenti con inondazioni molto frequenti; questo periodo coincide con la stagione dei tifoni nel sud-est asiatico;
  • da ottobre ad aprile: stagione secca invernale con caldo torrido soprattutto nelle valli (più tollerabile in altura).

Noi abbiamo visitato il Laos tra giugno e luglio, in piena stagione monsonica: abbiamo assaggiato la potenza dei monsoni, è da dire però che le piogge non sono presenti tutti i giorni e non per tutto il giorno. Abbiamo quindi potuto goderci il Laos anche in questo periodo dove i prezzi sono inferiori perché considerata “bassa stagione”.

Quindi cosa mettere in valigia per un viaggio fai da te in Laos? Sicuramente una mantella per la pioggia 😉! Abbiamo scritto un articolo dettagliato su cosa mettere in valigia per prepararsi a qualsiasi clima. Qui trovi l’articolo per gli adulti e qui quello per un perfetto zaino per i bambini😊!

Laos cosa vedere: il nostro itinerario, zaino in spalla

Prima di iniziare a raccontare cosa vedere in Laos vogliamo ricordare la nostra filosofia di viaggio: viaggiare lentamente per conoscere davvero i luoghi che chiamiamo “casa” anche se solo per pochi giorni.

Abbiamo viaggiato per poco più di due settimane in questo Paese e l’abbiamo fatto con lo zaino in spalla entrando dalla frontiera terrestre settentrionale al confine con la Thailandia.

Luang Namtha

Questa è la prima grande realtà urbana che si incontra provenendo dal confine con la Thailandia (noi siamo passati dal Tha-Lao Friendship Bridge I) è, in realtà, anche il primo punto di snodo per le differenti destinazioni: si rimane in zona e si visitano realtà un po’ più rurali e tradizionali, oppure si prosegue il viaggio fino ad arrivare a Luang Prabang.

Ecco cosa farea Luang Namtha:

  • Visitare il Nam Ha National Park; per questo consigliamo di affidarvi ad una delle numerose agenzie che organizza tour e decidere, anche in relazione al prezzo, il tipo di escursione da effettuare: rafting, trekking, survival tour, ce n’è per tutti i gusti!
  • Fare un giro al morning market (poco distante dal centro) ed al night market (questo invece è situato proprio nel centro della città), quest’ultimo è ottimo per concludere la giornata mangiando qualcosa di tipico.
  • Visitare Muang Sing, l’ultima città prima del confine con la Cina; dista poco più di 50 chilometri da Luang Namtha, e la strada per arrivarci attraversa anche la giungla (si possono anche apprezzare delle cascate lungo la via, come la cascata Pagnueng – ingresso a pagamento se qualcuno vi chiede di pagare altrimenti è gratis!).

Nong Khiaw

Questa è una delle realtà “rurali” (a sole tre ore da Luang Namtha) di cui parlavamo prima: si tratta di una città che sorge sulle rive di un fiume (il Nam Ou), circondata da montagne e che, data la sua posizione, si presta bene per alcuni semplici ma interessanti trekking. Alcuni punti panoramici sono accessibili gratuitamente, altri invece richiedono il pagamento di un biglietto di ingresso; non è una meta turistica ma permette di apprezzare il paesaggio laotiano lontano dalla confusione e dal caos di città più gettonate come Vang Vien.

In zona c’è anche la Pha Kuang Cave, una grotta utilizzata come rifugio antibomba durante le guerre ed ora meta di esplorazioni speleologiche (ingresso a pagamento).

Muang Ngoy

Si tratta di una vera e propria perla incastonata nella natura! Si può tranquillamente descrivere così data la difficoltà a raggiungere questa meta, accessibile solo per via fluviale, e per il fatto che sembra di arrivare in una location in cui tempo si è fermato.

Qui non c’è molto da fare, per questo è un luogo ottimo per rilassarsi, prendersi del tempo e riconnettersi con sé stessi. Anche questa meta, vista la presenza di montagne, si presta molto bene a trekking che portano ad alcuni punti panoramici e ad alcune cascate, come quella pittoresca di Tad Mook.

Per gli amanti delle passeggiate consigliamo anche di visitare tre villaggi posti nelle immediate vicinanze: Houay Bo, Houay Sen e Ban Na; sono realtà semplici e davvero poco turistiche che è possibile ammirare nella loro autenticità.

Luang Prabang

Laos-cosa-vedere-Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-Luang-Prabang

Giungere a Luang Prabang per noi ha significato vivere la nostra prima grande avventura in questo Paese. Il minivan notturno sul quale abbiamo viaggiato (15 posti per 21 persone stipate all’interno!) ci ha portato a conoscere le “strade” laotiane, che sono davvero molto “caratteristiche”, quasi tutte sono sterrate, moltissime curve, grandi pozzanghere da “guadare” quando le piogge sono abbondanti ed autisti a dir poco spericolati.

È qui che abbiamo capito che non avremmo potuto vedere tutte le tappe che ci eravamo prefissati in Laos, lo stomaco di Elena e Rebecca hanno deciso che era un po’ troppo per loro 😉! Ma torneremo in questo Paese per andare a visitare tutti quei luoghi che sono segnati sulla nostra bucket list. Iscriviti a Cartolina, la nostra newsletter, per conoscere in anteprima i nostri spostamenti e viaggiare insieme a noi attraverso i nostri racconti settimanali 😊!

Per giungere in questa città è possibile anche prendere una barca che parte da Huay Xai (appena dopo il confine con la Thailandia) della durata di due giorni.

La prima impressione di Luang Prabang è stata davvero unica: siamo arrivati poco prima dell’alba (alle 4:30 di mattina circa) e mentre aspettavamo che il nostro ostello aprisse le sue porte, abbiamo potuto osservare il Tak Bat, ovvero la processione dei monaci buddisti per le vie della città per raccogliere le offerte dai fedeli.

Questa pratica quotidiana avviene ogni mattina all’alba, i monaci (sia più giovani che più anziani) escono dal tempio scalzi, indossando la loro tipica tunica arancione e reggendo in mano una ciotola, percorrono le vie della città. Gli abitanti del luogo preparano per loro il cibo che servirà da sostentamento per quel giorno. È davvero molto emozionante e noi abbiamo avuto la fortuna di vederli in compagnia di alcune persone locali. Non abbiamo per rispetto scattato fotografie o girato video, sono presenti infatti in città alcuni cartelli che spiegano le regole da seguire per poter partecipare a questa processione e tra queste è richiesto di non utilizzare dispositivi elettronici per immortalare l’evento.

Lauang Prabang, la città che si affaccia sul fiume Mekong, è stata fino al 1975 la capitale del Laos, poi spostata a Vientiane.

É la città più conosciuta dal turismo internazionale per i suoi splendidi edifici coloniali e soprattutto per i suoi innumerevoli templi che sono patrimonio mondiale dell’UNESCO.  

I templi più famosi sono a pagamento e noi abbiamo deciso di non visitarli, ma siamo entrati in altri templi gratuiti che abbiamo apprezzato molto.

Abbiamo letto e ascoltato pareri contrastanti su questa città, c’è chi la ama e chi la considera ormai troppo turistica.

Noi l’abbiamo amata.

Il suo cielo azzurro, il silenzio delle sue vie, i monaci e quell’architettura così particolare ci hanno davvero affascinato. C’è da dire che noi l’abbiamo visitata in un periodo particolare: appena dopo la pandemia COVID-19 e nella stagione dei monsoni, fattori che probabilmente hanno reso questa meta meno invasa dai turisti.

Conserviamo dentro di noi i momenti passati in questa città come qualcosa di davvero magico e non possiamo che consigliarti di visitare questa piccola perla laotiana.

Ma che cosa vedere a Luang Prabang?

  • il Palazzo Reale, costruito agli inizi del 1900 per il sovrano Sisavang Vong, sorge ai piedi della Collina Sacra (Phousi Hill – ottima per vedere il tramonto – ingresso a pagamento), è stato edificato durante l’occupazione francese ed ha uno stile coloniale. È un complesso che prevede anche il Museo Nazionale, un tempio buddhista (Haw Pha Bang) ed il Teatro. Per visitare tali edifici bisogna pagare un biglietto di ingresso;
  • il Centro Storico (patrimonio dell’UNESCO dal 1995) con i suoi splendidi edifici coloniali fusi con l’architettura laotiana;
  • i numerosi templi cittadini;
  • il Museo Uxo, è un piccolo museo che racconta dei bombardamenti che hanno colpito il Laos durante il conflitto Vietnam – USA. Tutt’oggi sono presenti sul territorio laotiano migliaia di ordigni inesplosi che causano ogni anno vittime innocenti. Consigliamo davvero una visita, l’ingresso è gratuito;
  • le pasticcerie “francesi”, per gli amanti dei dolci come noi 😉;
  • passeggiare lungo il Mekong, si tratta del settimo fiume più lungo del mondo, arrivando qui è d’obbligo una passeggiata sulle sue rive;
  • le cascate Kuang Si. Queste cascate davvero spettacolari si trovano a circa mezz’ora dalla città. È possibile raggiungerle con dei minivan che partono ad orari fissi e che permettono di godersi una mezza giornata all’interno del parco. L’ingresso è a pagamento e, dal parcheggio, è possibile raggiungere le cascate con una breve passeggiata circondati da una meravigliosa foresta con alcune piante e fiori davvero incredibili. Alle cascate è possibile tuffarsi, nuotare e rilassarsi in un contesto davvero tropicale.

Kasi

Stavamo decidendo quale sarebbe stata la tappa successiva del nostro viaggio (amiamo non organizzare troppo e lasciarci guidare dai “segni che troviamo sulla strada”), quando i nostri occhi occhi sono stati catturati da un volantino appeso alla bacheca del nostro ostello di Luang Prabang. Il volantino diceva “relax e natura incontaminata nella guest house di Tao” e così abbiamo capito che era quella sarebbe stata la nostra prossima tappa.

Abbiamo passato quattro giorni in compagnia di Michele (un ragazzo italiano trasferitosi in Laos), la sua compagna Tao e la piccola Tina (speriamo si scriva così), circondati da conigli, galline, bufali, ragni, lucertole tropicali e farfalle così enormi e colorate da lasciarci a bocca aperta.

Abbiamo vissuto quei giorni senza connessione internet, abbiamo letto, scritto e ammirato le acque del fiume davanti alla nostra capanna di legno.

Davvero meraviglioso!

Van Vieng

Van Vieng è la classica meta turistica che attira i giovani in cerca di divertimento da tutto il mondo, era famoso qui il “tubing da ubriachi”. Nei dintorni della città è possibile visitare delle lagune, grotte, punti panoramici dove scattarsi selfie con moto o dune dubby, e fare escursioni in mongolfiera.

Non essendo dei grandi amanti di queste mete festaiole abbiamo deciso di evitarla.

Vientiane

Laos-cosa-vedere-Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-Vientiane

Da Kasi abbiamo preso un altro minivan (sempre lui!) che ci ha portato fino qui: la capitale del Laos. La città non ha molto da offrire ma noi ci abbiamo passato volentieri qualche giorno.

Ma cosa vedere a Vientiane?

  • Pha That Luang – nota come la Golden Stupa (le “stupa” buddhiste sono dei contenitori di reliquie adibite a luoghi di meditazione). Si pensa che risalga al III secolo d.C. anche se nel corso della storia è stata più volte ricostruita e modificata. Questo monumento così impressionante è il simbolo nazionale del Laos e svetta in lontananza con la sua altezza di 45 metri.
  • Il night market e la passeggiata lungo il Mekong;

Thakhek Loop

Da qui iniziano i punti di interesse del Laos meridionale, noi abbiamo scelto di andare direttamente in Vietnam ma questo itinerario che ci ha consigliato Michele (il ragazzo della guest house) sarà sicuramente quello che desideriamo seguire quando torneremo in questa Terra.

Per visitare queste zone vengono consigliati dei “loop” ovvero dei giri che hanno come partenza e arrivo la medesima località e che permettono di esplorare le zone circostanti più naturalistiche e rurali.

È questo il caso del Thakhek Loop che partendo dall’omonima località, in circa tre giorni (noleggiando un motorino/scooter, motivo per cui per noi sarebbe stato un po’ difficoltoso😉), porta a visitare alcune grotte (come la Paseum cave, la Dragon cave, la Tham Nang Ene o la Buddha cave), cascate (come la Tad Song Souk) e punti panoramici; per finire con la visita della Konglor Cave, una grotta navigabile per oltre 7 chilometri (ingresso a pagamento per quasi tutti questi luoghi).

Pakse Loop

Come per la precedente località anche questa (posta ancora più a sud) non ha molto da offrire a livello turistico ma anche da qui ha inizio un altro “loop”: il Pakse Loop.

Il primo passo è sempre quello di noleggiare uno scooter/motorino che ti accompagnerà per i prossimi tre/quattro giorni di viaggio attraverso piantagioni di caffè (si possono anche visitare!), cascate (come Tad Tayicseua, Tad Faek, Tad Fane e Tad Yuang) e villaggi etnici (in cui è possibile fare anche dei tour guidati).

Si Phan Don (4000 isole)

Si tratta di un arcipelago posto nel mezzo del fiume Mekong in prossimità del confine con la Cambogia (stiamo parlando della zona più a sud del Laos), composta da molte isole alcune delle quali disabitate ed altre che scompaiono completamente durante la stagione delle piogge.

Le principali sono Don Som, Don Kong, Don Khon e Don Det, tra tutte quest’ultima è la più nota e quella che ospita la maggioranza dei turisti; alcune isole sono collegate con ponti, altre invece sono raggiungibili solo con l’ausilio di barche.

Qui è possibile visitare anche delle splendide cascate (Li Phi, sull’isola di Don Khon), pagando il biglietto di ingresso, oppure prendere parte a dei tour per avvistare i delfini.

Come muoversi in Laos

Laos-cosa-vedere-Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-come-spostarsi

La parola d’ordine per questo paragrafo è: “avventura”!

Sì, perché muoversi in Laos è sempre un’avventura incredibile e fuori dall’ordinario.

Il trasporto più diffuso è quello su strada con i nostri amici minivan.

Esiste una rete di collegamento locale che potrà portarti in qualunque località laotiana, tutto dipende dalla tua capacità di adattarti e da come sopporti la “nausea da pulmino”.

Le strade non sono molto curate: in moltissimi tratti non vi è l’asfalto e le buche rendono il viaggio una vera odissea; senza considerare che in prossimità della stagione delle piogge il fango peggiora ulteriormente la situazione. I tempi di percorrenza sono notevolmente aumentati e non sono rari gli incidenti con altri mezzi di trasporto turistici o con altri camion. Olè 😉!

Esiste una linea ferroviaria costruita grazie alla collaborazione tra Cina e Laos che si sviluppa per oltre mille chilometri e che unisce la città di Vientiane (in Laos) con la città di Kunming (capoluogo della provincia cinese dello Yunnan); il prezzo è più caro rispetto al trasporto su strada (che già rispetto alla Thailandia è più elevato) però permette di guadagnare molto tempo.

Per i brevi spostamenti nelle città è possibile utilizzare dei tuk tuk.

Noi siamo dei grandi camminatori e preferiamo sempre spostarci a piedi, ma qui in Laos non sempre è stato possibile.

I minivan ti lasciano sempre nella stazione più lontana dal centro città e l’utilizzo dei tuk tuk è praticamente una scelta obbligata.

Ricordiamo che tutti i prezzi per il trasporto sono da contrattare!

Per percorrere grandi distanze, come quando da Vientiane abbiamo deciso di arrivare fino a Hue in Vietnam sono presenti degli sleeping bus davvero molto comodi e perfetti per riposare di notte (le “sedute” ti fanno viaggiare praticamente sempre in posizione sdraiata) e non accorgersi delle strade che si stanno percorrendo 😉!

Dove alloggiare in Laos

L’offerta di alloggi in Laos è assai ampia ed è possibile trovare delle sistemazioni a poco prezzo e nella maggior parte dei casi con colazione inclusa.

Noi abbiamo utilizzato un motore di ricerca per gli alloggi, Agoda, che funziona molto bene in questa parte di mondo. I prezzi sono i più economici che abbiamo trovato ed è possibile inoltre ottenere del cashback.

Consigliatissima🤩.

Cosa mangiare in Laos

Laos-cosa-vedere-Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-cosa-mangiare

Uno degli aspetti che amiamo esplorare di un Paese è proprio la sua cultura culinaria e, secondo noi, non c’è ristorante migliore delle bancarelle di strada dove provare il cibo tradizionale (e fare anche delle conoscenze indimenticabili)!

Ebbene, anche per il Laos, abbiamo voluto tenere fede a questa tradizione.

Lo street food qui è molto diffuso sia nelle grandi città che nei paesi più piccoli. In Laos, come anche per gli altri paesi del sud-est asiatico, sono presenti i night market, degli spazi in cui sono allestite la sera delle bancarelle in cui è possibile scegliere tra le diverse pietanze di cibo, sedersi e godersi l’atmosfera locale al chiaro di luna.

La cucina laotiana risente di tutte le influenze culturali delle etnie che hanno collaborato alla creazione di questo Paese e anche degli stati limitrofi (come per esempio l’India e la Cina, per citare i più grandi); è una cucina semplice e gli ingredienti di base che la caratterizzano sono: il riso, le verdure e le spezie.

Ecco i piatti che ci hanno accompagnato in Laos:

  • Sticky rice, tradotto letteralmente diventa: “riso appiccicoso”, è riso cotto al vapore in un cesto di bambù (di solito) e funge da accompagnamento per quasi tutti i tipi di piatti (Rebecca e Elena lo adorano!).
  • Khao soi, è una zuppa di noodle di riso con carne di maiale o pollo, germogli di soia, scalogno, aglio, coriandolo ed altre spezie.
  • Larb, è un misto di carne o pesce marinati (talvolta viene servito anche crudo) con diverse combinazioni di verdure, spezie ed erbe; di solito si mangia con il “riso appiccicoso”.
  • Sai Oua, o salsiccia laotiana, è una salsiccia di carne di maiale insaporita con spezie, tra cui aglio, lime, peperoncino e molto altro; cotta sulla griglia e servita in foglie di banano.
  • Barbecue, abbiamo inserito anche questo piccolo trafiletto perché è molto comune trovare bancarelle con una griglia ed una vasta scelta di alimenti da cuocere sulla griglia, tra cui: carne di maiale o pollo, pesce, gamberetti, verdure e molto altro.
  • Tam Mak Hung, insalata di papaya verde cucinata con succo di lime, salsa di pesce, zucchero di canna, arachidi ed in alcuni casi anche peperoncino (molto piccante!).
  • Baguette, ricordando il periodo di influenza francese è facile intuire la presenza di questo tipo di pane qui in Laos, la particolarità è sicuramente la farcitura XXL con: carne trita, varie erbe e spezie, tofu, salsa piccante o agrodolce e non può mancare il coriandolo!

Alcune bevande laotiane meritano una menzione particolare, noi consigliamo:

  • Beer Lao, è la birra laotiana per eccellenza, condivisa e bevuta in piccoli bicchieri con tanto di ghiaccio;
  • Caffè laotiano, il Laos è un produttore di caffè e Mirko non ha potuto non provarlo!

Inutile dire quanto abbiamo apprezzato la cucina laotiana, Rebecca ancora oggi ci chiede se possiamo preparare il riso “appiccicoso” come lo facevano in “quel Paese là”, deve proprio esserle rimasto nel cuore!

Il Laos è un paese sicuro?

Il Laos è uno dei paesi più sicuri che abbiamo avuto il piacere di visitare.

La gente è davvero molto rispettosa, gentile, sorridente e i casi di furto o aggressione sono davvero inesistenti.

Vogliamo ricordare però di prestare molta attenzione a non camminare in zone non segnalate soprattutto nelle aree rurali e meno turistiche per il problema che abbiamo segnalato prima degli ordigni inesplosi che sono tutt’ora presenti nel territorio laotiano.

Laos: curiosità

Lo sapevi che in Laos, per legge, sono vietati i rapporti intimi tra stranieri e cittadini laotiani, ammettendoli solo ed unicamente in presenza di un legame coniugale valido per il diritto laotiano?

Sono anche previste multe per i trasgressori (da 500 a 5.000$) e, in alcuni casi, anche l’arresto.

Sono frequenti episodi di irruzione in stanze di albergo da parte delle autorità locali, in casi di sospetta violazione di tale divieto.

Cosa leggere prima di un viaggio in Laos?

Amiamo immergerci nei Paesi che visitiamo leggendo romanzi e libri che ci permettano di conoscere meglio il luogo che ci sta ospitando.

In questo giro del mondo in famiglia abbiamo con noi i nostri fedeli compagnia di viaggio: i nostri lettori e-book che ci permettono di avere sempre con noi la nostra biblioteca personale.

Ecco i libri che consigliamo di leggere prima di un viaggio in Laos.

Tiziano Terzani non ha bisogno di molte presentazioni. In questo romanzo l’autore viaggia in questa parte di mondo senza l’utilizzo di aerei (in seguito ad una profezia di un indovino che aveva predetto la sua morte durante un incidente aereo) e il Laos è proprio uno di questi.

Un viaggio epico fatto di luoghi e di incontri; un viaggio anche spirituale, che ha come filo conduttore un fiume: il Mekong, dal delta fino alle sue sorgenti.

L’incredibile storia del percorso fatto da un dodicenne laotiano che lo porterà a prendere i voti in un monastero di Luang Prabang. Un viaggio nel Buddhismo Therevada unico nel suo genere.

Racconto autobiografico della prigionia, in vari campi di rieducazione, durante il regime dei comunisti laotiani, i Pathet Lao, di una giovane ragazza. Per non dimenticare.

Considerazioni finali

Viaggiare in Laos è mettersi alla prova, è spingere i tuoi limiti un po’ più in là, è rimanere a bocca aperta davanti allo spettacolo della natura, alla gentilezza delle persone e alla loro semplicità.

Viaggiare in Laos è fare un salto nel tempo, è provare sapori e profumi che si sono persi, è rimanere in silenzio ad ascoltare lo scroscio di un monsone, è cercare l’arcobaleno quando finisce la pioggia, è sperare che il viaggio in minivan finisca il prima possibile…

Il Laos è una meta perfetta per tutti gli amanti del viaggio avventuroso, per coloro che desiderano “qualcosa di più” e che hanno sete di esplorare qualcosa di ancora celato.

Se non vuoi perderti le nostre prossime avventure iscriviti alla newsletter Cartolina!

Se hai trovato utile questo articolo puoi supportaci su Ko-fi!

Questo articolo contiene link di affiliazione.

CONDIVIDI ARTICOLO:

Ti potrebbe interessare anche:

Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-malesia-cosa-vedere-copertina
Destinazioni

Malesia cosa vedere

Malesia cosa vedere. Itinerario fai da te in Malesia: documenti necessari, quando andare, come spostarsi, dove alloggiare e cosa mangiare in Malesia.