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Colombia cosa vedere

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Indice

La Colombia è stato il primo Paese sud americano che abbiamo visitato in questo nostro giro del mondo in famiglia.

Non era il primo stato americano che visitavamo, prima eravamo stati in Messico, poi in Guatemala, ma il l’America Latina è un altro mondo che noi abbiamo imparato ad amare, con il bello e il meno bello che questa incredibile parte di pianeta ha da offrire.

È difficile definire la Colombia e presentarla. È complessa, è variegata, ha un passato che pesa su di lei, e noi abbiamo imparato ad apprezzarla nella sua interezza.

Abbiamo passato due mesi in Colombia con lo zaino sulle spalle e in questo articolo abbiamo raccolto tutto quello che c’è da sapere per un viaggio in Colombia fai da te: cosa vedere, come spostarsi, cosa mangiare e moltissime altre informazioni.

Scopri la Colombia insieme a noi!

Breve storia della Colombia

Per conoscere un Paese crediamo sia importante partire dalla sua storia, per comprendere le dinamiche, la sua popolazione, ogni cosa.

L’attuale Colombia era originariamente abitata da tribù che migrarono da altre zone dell’America e dai Caraibi (questo spiega molte delle influenze culturali che la contraddistinguono, con le sue tradizioni ed il suo cibo), tra queste citiamo gli Inca.

Nel XV secolo arrivarono i conquistadores spagnoli che si imposero sulle tribù locali (come nel resto del continente), il loro dominio durò ininterrotto fino agli inizi del XIX secolo, quando, nel 1819, sotto la guida di Simon Bolivar, la Gran Colombia (composta dall’attuale Colombia, il Venezuela, Panama e l’Ecuador) ottenne l’indipendenza dalla Spagna.

A distanza di circa una decina d’anni, a causa delle lotte intestine, questa repubblica si divise negli attuali Colombia, Venezuela ed Ecuador. Panama, invece, si separò solo nel 1903 dopo la Guerra dei Mille Giorni.

Intorno al 1960 iniziò un periodo difficile per la Colombia caratterizzato dalla guerra civile. Inizialmente il conflitto vedeva come parti coinvolte lo Stato e i guerriglieri di estrema sinistra, come le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) e l’ELN (Esercito di Liberazione Nazionale). Negli anni ’80 il conflitto vide anche l’ingresso del narcotraffico.

Purtroppo tale conflitto risulta ancora in corso, anche se in diversi momenti storici, tra le due fazioni si sono stipulati degli accordi per fermare tale carneficina.

Geografia colombiana

La Colombia (quarto Paese più grande dell’America meridionale) confina con il Venezuela ed il Brasile a est, a sud con Ecuador e Perù, a ovest con l’Oceano Pacifico ed a nord con il mare dei Caraibi e con Panama.

Si tratta di uno stato geograficamente complesso in quanto presenta differenti zone degne di interesse come: l’Amazzonia, le Ande ed i Caraibi.

Documenti necessari per entrare in Colombia

Per viaggiare in Colombia è necessario il passaporto in corso di validità che sia in “buone condizioni” (è possibile avere problemi con le Autorità colombiane qualora presenti macchie, strappi od altre alterazioni).

Non è necessario il visto per soggiorni turistici fino a 90 giorni. Al momento dell’ingresso, le Autorità di frontiera apporranno un timbro sul documento, se fosse necessario prorogare il soggiorno bisognerà richiedere alla Migración Colombia la proroga (pagando ovviamente) fino ad un massimo di 180 giorni totali.

Ad ogni viaggiatore che entra in Colombia è richiesto di compilare un form on-line, detto Check-Mig (accessibile direttamente cliccando qui), di solito sono le stesse compagnie aeree a controllare l’effettiva compilazione dello stesso prima dell’imbarco sull’aeromobile.

Tutti i viaggiatori che entrano in Colombia con l’aereo dovranno essere muniti di un biglietto aereo per lasciare lo stato; anche se non sempre viene controllato (a noi è successo ma eravamo già muniti di volo d’uscita in quanto la nostra tappa successiva erano le Isole Galapagos).

Vaccinazioni per viaggiare in Colombia

Per i viaggiatori in arrivo dall’Angola, dal Brasile, dalla Repubblica Democratica del Congo o dall’Uganda, o che vi abbiano trascorso più di 24 ore in transito, devono presentare la prova della vaccinazione contro la febbre gialla al momento dell’ingresso.

Tale vaccinazione è raccomandata dalle autorità colombiane per i viaggi all’interno del Paese, specialmente per tutti coloro che hanno intenzione di recarsi nei dipartimenti seguenti: Amazonas, Arauca, Bolivar, Boyacá, Caquetá, Casanare, Chocó, Cesar, Guainía, Guaviare, Huila, La Guajira, Meta, Putumayo, Magdalena, Norte de Santander, Santander, Vaupes e Vichada (raccomandiamo di controllare prima della partenza il sito ufficiale di Viaggiare Sicuri).

Non sono richieste altre vaccinazioni obbligatorie per viaggiare in Colombia.

Numerosi sono i casi di malaria, Zika virus e Dengue soprattutto nelle zone amazzoniche e costiere, si raccomanda pertanto l’utilizzo di repellenti antizanzare.

Nelle principali città l’acqua risulta potabile ma sono comuni episodi di infezioni intestinali dovuti a microrganismi contenuti nell’acqua corrente. Consigliamo di portare con sé fermenti lattici e utilizzare una borraccia con filtro, come questa che utilizziamo noi quotidianamente da anni e che ci ha salvato in molte situazioni 😊!

Ricordiamo l’importanza di avere una buona assicurazione viaggio prima di partire, se non sai quale scegliere qui puoi trovare il nostro articolo completo con le migliori assicurazioni viaggio a confronto.

Qui trovi il link all’assicurazione viaggio che usiamo da anni in giro per il mondo e che non ci ha mai abbandonato 😊.

Moneta e pagamenti in Colombia

La moneta ufficiale è il peso colombiano (COP), per monitorare in tempo reale il cambio lasciamo il link al sito che utilizziamo quotidianamente.

Per i pagamenti si possono utilizzare sia i contanti che la carta di credito, queste ultime sono più utilizzate nelle grandi città o nei grandi negozi (catene di supermercati, ristoranti), il resto dei negozianti accetta il denaro contante.

Gli ATM sono diffusi ovunque e non sempre sono previste commissioni di prelievo per l’utilizzo delle carte internazionali, noi abbiamo usato sempre gli ATM del Banco Davivienda che non prevedono alcun costo aggiuntivo (è presente un limite massimo di 100€ a prelievo).

Noi utilizziamo da anni delle carte internazionali che ci permettono di pagare in valuta locale senza costi di cambio valuta, in questo articolo puoi trovare le carte migliori per viaggiare.

Quando andare in Colombia: il clima

Il clima è estremamente vario in tutto il Paese: si passa dal freddo dei ghiacciai andini al clima caldo del mare; vi sono due stagioni per lo più asciutte e due invece caratterizzate dalla pioggia ed influenzate dai venti.

Solitamente la temperatura è abbastanza stabile durante tutto l’anno, fattori come l’umidità, il vento, le piogge e l’altitudine differenziano le varie zone della Colombia.

Ecco i diversi climi che si incontrano:

  • Orinoco: clima della savana, con una stagione piovosa ed una secca;
  • Regione Pacifica, Rio delle Amazzoni ed altri bacini idrici: clima della giungla, con molte piogge e temperatura costante (molta umidità);
  • Caquetá, Vaupés, parte di Antioquia e Córdoba: clima umido e piovoso, con temperature elevate;
  • Deserto della Tatacoa e Candelaria: clima desertico, con scarse precipitazioni;
  • Regione caraibica: clima tropicale.

La presenza di tutti questi microclimi differenti la rende perfetta per il turismo durante tutto l’anno.

Noi abbiamo visitato la Colombia tra febbraio e aprile ed abbiamo trovato un clima perfetto: caldo lungo la costa caraibica, clima mite nelle città come Medellin e Bogotà, più freddo nella zona della ruta cafetera e caldo nella zona desertica della Tatacoa.

Quindi cosa mettere in valigia per un viaggio in Colombia? Qui trovi spunti su come preparare uno zaino perfetto per ogni clima, e qui come preparare uno zaino per una bambina in giro per il mondo😊!

Colombia cosa vedere: il nostro itinerario, zaino in spalla

Amiamo viaggiare lentamente, assaporare i luoghi, conoscerli e viverli.

Anche in Colombia siamo stati fedeli alla nostra filosofia di viaggio, andando al nostro ritmo e lasciandoci conquistare dall’anima del Paese che stavamo visitando.

Ecco il nostro itinerario zaino in spalla in Colombia.

Cartagena de Indias

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Siamo arrivati a Cartagena de Indias, la prima tappa del nostro viaggio qui, in aereo direttamente da Cancun.

Cartagena de Indias è una città portuale che in passato ha svolto un ruolo cruciale data la sua posizione costiera; possiamo dividerla in una parte storica detta “città vecchia”, circondata da mura e posta in prossimità del mare, con i caratteristici edifici coloniali ed i numerosi fortini; ed una zona più moderna.

Non è stata la città che più abbiamo amato della Colombia, perchè l’abbiamo trovata un po’ troppo “costruita” e turistica, però abbiamo apprezzato molto il centro storico e le sue mura: si tratta di una lingua di terra che sembra nascere dalla terra ferma per esplorare il mare, questo la rende perfetta per lunghe passeggiate (in alcuni tratti è possibile salire sulle mura) ma anche escursioni in bicicletta.

Ecco ciò che non si può assolutamente perdere a Cartagena de Indias:

  • il centro storico murato, con i palazzi coloniali dai vivacissimi colori e le palenqueras ovvero donne dagli abiti tradizionali (molto colorati) con in testa ceste di frutta (classiche attrazioni per turisti a cui per scattare una foto chiedono in cambio dei soldi);
  • il forte di San Felipe de Barajas (ingresso a pagamento), troneggia su tutta la città ed è uno dei simboli della stessa, si tratta di un vecchio fortino ora adibito a museo;
  • la torre del Reloj, posta in prossimità della vecchia porta di ingresso alla città (da qui si accede alla città vecchia murata o ciudad amurallada);
  • la Plaza de los Coches, con i suoi palazzi coloniali, è stata il centro del commercio degli schiavi (punto storicamente e tristemente famoso della città);
  • Plaza Bolivar, con la statua di Simón Bolivar, il liberatore dall’oppressore spagnolo;
  • la Catedral de Santa Catalina de Alejandrìa, edificio di fine 1500, una delle più belle chiese dell’America Latina;
  • il Museo del Oro, il Museo Naval del Caribe ed il Museo Histórico di Cartagena sono alcuni dei musei che ci sentiamo di consigliare;
  • Biblioteca Bartolomé Calvo, posta nel centro storico, ottima soprattutto per una pausa “culturale” con i bambini, ha un’area dedicata davvero molto valida;
  • le sue spiagge, la più conosciuta e turistica è Playa Blanca che si trova a circa un’ora da Cartagena.

Santa Marta

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Da Cartagena de Indias, con un minibus della durata di quattro ore, siamo giunti a Santa Marta, proprio nei giorni del Carnevale.

Il luogo più famoso per festeggiare il carnevale in Colombia è Barranquilla, una città che si anima proprio in questo periodo dell’anno e dove viene allestito uno dei carnevali più importanti di tutto il latino America.

Noi abbiamo deciso di non fare tappa qui perché i prezzi erano davvero folli in questo periodo dell’anno e perché non avremmo potuto partecipare agli eventi programmati in città con nostra figlia, non è infatti possibile l’ingresso dei bambini.

Così abbiamo deciso di andare a Santa Marta e partecipare ai festeggiamenti di strada del carnevale.

Possiamo riassumere con una sola parola i giorni che abbiamo passato qui: musica!

Dall’alba al tramonto, in ogni angolo della città, c’era sempre qualche brano in riproduzione!

Santa Marta è una città affacciata sul Mar dei Caraibi, famosa soprattutto perché punto di partenza per diversi luoghi che si trovano nelle vicinanze.

Ma ecco cosa vedere a Santa Marta:

  • il centro città con i suoi murales ed i suoi caratteristici locali (si aprono e si riempiono di vita soprattutto la notte), noi abbiamo amato gli artisti di strada e le bancarelle con lo street food tradizionale;
  • il malecón detto anche lungo mare con la sua passeggiata (romantica al tramonto);
  • il Carnevale (quando ci si trova a viaggiare in questo periodo dell’anno) più bella ed autentica dell’altra. Super consigliato!

I dintorni di Santa Marta sono ricchi di attrazioni da visitare, i luoghi più conosciuti sono:

  • il trekking a la Ciudad Perdida, un sito archeologico pre-colombiano raggiungibile con un’avventura di circa quattro o cinque giorni a piedi da Santa Marta, anche se non ci siamo personalmente andati (era un po’ strong per una bambina di tre anni) altre persone ci hanno detto che ne vale la pena;
  • Minca, un piccolo villaggio situato nel cuore delle montagne a circa un’ora da Santa Marta, è un luogo perfetto per il relax;
  • Palomino, un villaggio costiero dove rilassarsi in spiaggia e surfare (per chi è appassionato a questo sport).

Taganga

Da Santa Marta con un bus locale di mezz’ora circa si giunge a Taganga, è un piccolo villaggio che si affaccia sulla costa caraibica, dove potersi rilassare al sole e conseguire, a dei prezzi ragionevoli, il brevetto da sub.

Nelle vicinanze si trova il Parco Nazionale di Tayrona, caratterizzato da bellissime spiagge ed un fantastico panorama (di flora e fauna) sottomarino per cui ottimo per fare delle immersioni ma anche per rilassarsi al sole e nella natura.

Così dopo aver indagato a fondo, chiedendo a tutte le agenzie per immersioni, abbiamo trovato quella che faceva al caso nostro e Mirko si è subito lanciato all’avventura. In pochi giorni ha conseguito l’attestato PADI e ha potuto immergersi in quelle acque cristalline, con la gioia di aver spuntato un altro passo della sua bucket list.

La Guajira

La Guajira si trova quasi al confine con il Venezuela ed è raggiungibile con un autobus da Santa Marta.

In questo distretto è possibile recarsi nella zona costiera e rilassarsi in spiagge come Cabo de la Vela e Punta Gallinas, paradiso per gli amanti di kitesurf.

Abbiamo deciso di non andarci ma i nostri amici conosciuti a Taganga ci hanno detto che merita davvero una visita.

Medellín

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Per raggiungere Medellín abbiamo preso un autobus notturno in partenza dalla stazione di Santa Marta.

Al terminal degli autobus di Medellín è presente anche la linea metropolitana che collega quasi tutta la città e anche la stazione degli autobus urbani che è davvero molto efficiente.

Medellín, la città di Pablo Escobar, era una delle città più pericolose del sud America che negli ultimi decenni è riuscita a riscattarsi e divenire una meta turistica imprescindibile per chi visita la Colombia.

Abbiamo amato questa città così profondamente lacerata da anni di conflitti.

È una città giovane, cosmopolita e davvero vibrante.

Il centro storico, a nostro parere, è la parte che meno rappresenta Medellín, pur essendo pieno d’arte è la zona più sporca e meno sicura (come in quasi tutti i centri storici delle città sud americane), la bellezza di Medellín sta nei suoi parchi, nei suoi skate park e nei suoi punti panoramici.

Medellín è posta a 1500 metri sul livello del mare e si sviluppa sulle diverse alture che la circondano, questo rende la città meravigliosa la notte quando tutte le luci si accendono.

Ma cosa vedere a Medellín?

  • Plaza Botero, nel centro città, contornata da palazzi storici e vicina ad aree verdi, qui vi sono 23 sculture dell’omonimo artista a cui si può accedere liberamente senza dover pagare alcun biglietto (si arriva con la metropolitana – fermata Parque Berrio – linea A);
  • Museo de Antioquia, si tratta di un edificio che si affaccia su Plaza Botero, è un museo dedicato all’arte contemporanea, ed è a pagamento;
  • Iglesia de la Veracruz, posta a poche centinaia di metri da Plaza Botero, si tratta dell’unica chiesa coloniale della città;
  • Palacio Nacional, è un edificio sito nel centro della città, risale al 1930 circa, inizialmente ospitava degli uffici pubblici, dai primi anni ’90 è divenuto un centro commerciale; vale la pena visitarlo per la sua splendida struttura;
  • Catedral Metropolitana de Medellín, posta nel Barrio Villaneuva (a pochi minuti a piedi da Plaza Botero), si tratta di una basilica in stile neo romanico con una pianta a croce latina, è stata completata nel 1932 dopo circa quarant’anni di lavoro;
  • Museo casa della memoria, situato presso il Parque Bicentenario, è un museo incentrato sul conflitto armato colombiano che ha interessato soprattutto la zona di Medellín in Antioquia; l’abbiamo trovato davvero interessante, in quanto fa luce sul conflitto armato del secolo scorso ripercorrendolo da un altro punto di vista, è interattivo e adatto anche ai bambini. L’ingresso è gratuito e noi consigliamo vivamente di visitarlo;
  • Comuna 13, il famoso quartiere dove Pablo Escobar aveva posto il suo quartier generale (per arrivarci: metropolitana fino alla stazione San Antonio, quindi cambiare linea e prendere la B fino alla fermata San Javier, quindi seguire le indicazioni), attualmente è stato riqualificato: è una zona decorata con murales che l’hanno reso una meta presa d’assalto dai turisti. Nonostante questo consigliamo di fare una visita qui, il clima che si respira è davvero particolare. Il quartiere è visitabile a piedi utilizzando le diverse scale mobili che sono state costruite. Si può visitare soli oppure prendendo parte ad un tour guidato (come questo o questo) in cui vengono spiegati i significati diversi dei dipinti che fanno di questo luogo un museo a cielo aperto;
  • Cabinovia panoramica (detta Metrocable de Medellín), data la struttura della città, è stato necessario, per garantire l’accesso ai mezzi pubblici, creare questo sistema di funivie che è divenuto con il tempo anche un’attrattiva turistica. Vi sono ben 6 linee differenti e sono quasi tutte collegate alla rete metropolitana, noi abbiamo utilizzato la linea “J” per arrivare fino a La Aurora passando sopra alcuni dei quartieri più popolari della città.
  • Parque Natural Cerro El Volador, è uno dei punti panoramici della città che raggiunge qui i 1600 metri di altezza. È un’area protetta in cui si tutela la biodiversità e le differenti specie animali, è perfetta per una passeggiata o da percorrere con la bicicletta. Qui abbiamo anche assistito al compleanno di un cane San Bernardo con tanto di cappellino colorato, torta ed amici (in tutto c’erano una decina di cani e tutti San Bernardo, incredibile 😉!);
  • Jardin botanico, raggiungibile con la metropolitana scendendo alla stazione “Universidad” – linea A, l’accesso è gratuito (la casa delle farfalle invece richiede il pagamento di un biglietto); è un luogo silenzioso e rilassante, alcune persone vengono qui per leggere o passare il pomeriggio;
  • Plaza Minorista, si tratta di un grande mercato coperto, non molto distante da Plaza Botero;
  • Parque del Rio, è un parco che sorge sulle rive del rio Medellín, da poco è stato riqualificato ed è una zona adatta ad ogni età: ci sono parchi gioco per i bambini, panchine per chi vuole riposare, piste ciclabili (per biciclette o per fare jogging) e locali dove bere un caffè.
  • Mirador Cerro El Picacho, posto nell’eco-parco omonimo, per alcuni abitanti di Medellín è questo il mirador più bello da cui osservare la città, e noi siamo assolutamente d’accordo con loro!

Guatapé

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Situato a circa tre ore di bus da Medellín si arriva a Guatapé, un paesino tranquillo e colorato che si affaccia sulle sponde di un lago e famosa per il “Peñol”. Noi abbiamo passato qui circa una settimana, alloggiando in una piccola guest house a pochi passi dal centro e dal terminal dei bus.

Ecco cosa vedere a Guatapé:

  • il centro storico con le sue case colorate è davvero suggestivo, qui troverai anche piccoli ristorantini e negozi di souvenir;
  • el Peñol, è questa la vera attrazione di Guatapé (anche se tecnicamente è in un paesino vicino). Si tratta di un monolite costituito da quarzo che raggiunge i 2000 metri. È possibile salirvi utilizzando la grande scalinata che con i suoi 700 gradini ti permette di arrivare in cima e goderti il panorama sul lago sottostante, davvero molto consigliata. Per arrivare qui da Guatapé abbiamo preso l’autobus in partenza dalla stazione con destinazione Medellín, il tragitto è di circa mezz’ora. Qui scenderai a pochi chilometri dall’ingresso, è possibile effettuare questo tragitto a piedi (come abbiamo fatto noi) oppure con un tuk-tuk. Per poter salire al Peñol è necessario pagare un biglietto d’ingresso. Al ritorno abbiamo preso invece una jeep (il classico mezzo di trasporto della zona) allo stesso costo del bus, che dalla Piedra del Peñol ci ha riportati a Guatapé;
  • il malecòn è la passeggiata lungo le rive del lago, qui è possibile anche noleggiare delle moto d’acqua per fare un giro delle varie insenature.

Eje Cafetero: la ruta del caffè in Colombia

L’Eje Cafetero è la regione dove si produce il caffè in Colombia, i centri più conosciuti sono: Armenia, Filandia e Salento.

Armenia è una città che non ha molto da offrire a livello naturalistico e paesaggistico, è usata come punto di snodo per raggiungere gli altri due paesi conosciuti dell’Eje Cafetero.

Filandia e Salento sono due piccoli paesini che si trovano su questa ruta, con architettura coloniale e ottimo punto di partenza per visitare le fincas di caffè della zona.

Noi abbiamo optato per Salento perché abbiamo trovato qui un alloggio più economico, spartano ma davvero caratteristico.

All’interno della ruta cafetera una menzione merita Santa Rosa de Cabal, un piccolo paesino, situato a circa 60 km da Armenia, in cui rilassarsi alle terme circondati da una natura rigogliosa.

Salento

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Per giungere a Salento abbiamo preso un autobus diretto dalla città di Medellín (abbiamo pagato lo stesso prezzo anche se avessimo preso le due tratte separate: Medellín – Armenia e poi Armenia – Salento)

Ma cosa vedere in Salento nella ruta cafetera colombiana?

  • Il centro del paese coloniale pieno di ristorantini e piccoli negozi di artigianato, con il suo panorama da cui poter godere della vista delle colline circostanti;
  • visita ad una finca di caffè: noi abbiamo optato per la Finca di caffè Don Elias, abbiamo scelto questo perché era uno dei tour più economici e completi allo stesso tempo. Ci è piaciuto molto ed abbiamo imparato tantissimo sulla coltivazione e sulla lavorazione del caffè; il biglietto comprende il trasporto (andata e ritorno dalla piazza centrale di Salento), introduzione storica, giro per la finca, spiegazione del ciclo vitale di un chicco di caffè e la degustazione finale;
  • valle del Cocora (parte del parco nazionale Los Nevados), uno dei luoghi più incredibili che abbiamo avuto il piacere di visitare. In questa valle sono presenti le Vax Palms, ovvero palme che raggiungono i 60 metri di altezza rendendole le palme più alte del mondo. Noi l’abbiamo visitata in un giorno nuvoloso del mese di marzo ed è stato davvero surreale l’atmosfera che si è creata. Per raggiunge la Valle del Cocora fai da te basta prendere una jeep in partenza ogni mezz’ora dal centro del paese. in circa 30 minuti si raggiunge l’ingresso alla Valle, dopo aver pagato il biglietto è possibile percorrere diversi sentieri di durata differente, noi abbiamo optato per il sentiero della durata di circa 3 ore che ci ha portato ad ammirare alcuni dei panorami più incredibili sulla Valle.

Se hai pochi giorni a disposizione per visitare la ruta cafetera è possibile anche partecipare ad un tour che permette nella stessa giornata di visitare la Valle del Cocora e una finca di caffè, come questo.

Cali (Santiago de Cali)

Siamo arrivati a Cali con un autobus diretto da Armenia.

Cali è una delle città più grandi della Colombia, conosciuta in tutto il mondo come capitale della salsa. La sua struttura è molto simile a quella di Medellín, è infatti costruita sulle colline che la circondano.

Ecco cosa vedere a Cali:

  • il Museo della Salsa, siamo nella capitale mondiale della salsa e una visita qui è d’obbligo!
  • Ballare da Salsa nel quartiere Juanchito, uno dei quartieri notturni più famosi con oltre 30 salsa bar, anche se qui la salsa si balla anche per le strade della città;
  • il Museo Archeologico “la Merced, posto nell’omonimo ex convento, qui ha sede anche il Museo dell’arte coloniale La Merced (con dei reperti provenienti anche dall’Isola di Pasqua);
  • Iglesia Nuestra Señora de La Merced, fa parte del complesso precedentemente descritto e merita una visita (dal 1975 è monumento nazionale);
  • iglesia San Antonio, posta sulla collina che porta lo stesso nome, è in stile coloniale ma la sua fama deriva principalmente dal panorama che si può ammirare da qui;
  • Cristo Rey, posto sul Cerro de los Cristales, è una statua di oltre trenta metri, di ferro e cemento, che replica quella di Rio de Janeiro (una delle 7 meraviglie del mondo); fu inaugurato nel 1953 per commemorare la fine della Guerra dei Mille Giorni, l’accesso alla statua è gratuito e consigliato anche per via del bellissimo panorama;
  • la Catedral metropolitana de San Pedro Apóstol, magnifica basilica in stile barocco e neoclassico e sede dell’arcidiocesi;
  • Plaza Jailo Varela, con l’installazione dedicata al Grupo Niche, uno dei gruppi di salsa più famosi del Paese (davvero unica nel suo genere);
  • Boulevard del rio, zona del centro storico riqualificata da alcuni anni ed ora fulcro della vita cittadina e turistica.

Popayan

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Siamo giunti a Popayan con un autobus in partenza da Cali della durata di circa quattro ore.

Popayan conosciuta con il nome di “città bianca” è la città con la più alta concentrazione di chiese di tutto il Paese (e sono quasi sempre chiuse – ma questo è un altro discorso)!

Abbiamo trovato questa cittadina davvero graziosa e crediamo che meriti davvero una visita.

Ecco cosa non perdersi assolutamente qui a Popayan:

  • il centro storico, completamente bianco e coloniale, abbiamo scoperto, parlando con un signore proprio nella piazza principale, che le case sono di questo colore per via della calce che era stata gettata sulle case per evitare il contagio durante l’epidemia del secolo XVIII;
  • il Parque Caldas, datato 1537 e cuore della cittadina: intorno ad esso furono edificate le strutture dei personaggi più importanti dell’epoca;
  • Puente del Humilladero, deve il suo nome all’inclinazione del terreno che obbligava le persone che si recavano in centro a stare inclinati mentre camminavano, oggi è uno dei simboli della città;
  • Morro del Tulcan, il punto panoramico della città;
  • iglesia de San Francisco, una delle chiese più importanti della Colombia con il suo stile barocco e una delle campane più grandi d’America (è stato dichiarato monumento nazionale nel 1996);
  • iglesia la Ermita de Jesús Nazareno, posta nel centro storico è considerata la chiesa cattolica più antica della città stessa (risale agli inizi del 1600), nacque per impartire la dottrina cattolica agli indigeni che abitavano la zona motivo per cui tra tutte le chiese risulta essere la più spoglia;
  • iglesia de Nuestra Señora de Belén, meta di pellegrini nazionali ed internazionali, soprattutto durante la Settimana Santa, è posta in cima ad una collina denominata Belén e gode di una vista davvero particolare.

San Agustin

San Agustin, patrimonio UNESCO dal 1995, è conosciuto a livello turistico per la sua archeologia.

Qui nel Parco Archeologico omonimo è possibile ammirare le statue precolombiane e conoscere i dintorni con la sua natura rigogliosa e le sue cascate, meno conosciute a livello turistico.

É possibile raggiungere San Agustin con un autobus da Popayan.

Caño cristales

Caño Cristales è il fiume dei cinque colori immerso nel Parco Nazionale Naturale della Serra de la Macarena.

È stato definito come il fiume più bello del mondo proprio per le sue sfumature che lo rendono quasi irreale.

Raggiungere questo luogo davvero unico era uno dei nostri desideri.

Purtroppo non è semplice raggiungere Caño Cristales utilizzando i mezzi di trasporto locali e noi in questo primo viaggio in Colombia abbiamo dovuto desistere.

Ma è nei nostri cuori, sappiamo quindi che un giorno andremo a goderci quel meraviglioso spettacolo naturale, iscriviti alla nostra newsletter Cartolina per non perderti le nostre prossime avventure!

Ipiales

Ipiales è la città colombiana che si trova alla frontiera con l’Ecuador, non ci siamo spinti fino a qui perché avevamo un volo in partenza da Bogotà che ci avrebbe portato a visitare le Isole Galapagos.

Ipiales è conosciuta a livello turistico per il santuario di Las Lajas, un luogo davvero suggestivo costruito nel canyon formato dal fiume Guaitara.

Neiva

Siamo arrivati a Neiva con un minivan della durata di circa 6 ore in partenza dalla stazione degli autobus di Popayan. La strada per arrivare fin qui è stata davvero terribile, molti chilometri di strada non asfaltata con buche e dislivelli, inoltre a causa delle forti piogge di qualche giorno prima c’erano dei tratti in cui la strada era crollata.

Neiva non è una città turistica, non offre alcuna attrattiva, è però il punto di partenza per il Deserto de la Tatacoa che desideravamo molto visitare.

Siamo rimasti qui solo due notti, abbiamo lasciato gli zaini più grandi in ostello e con solo uno zainetto siamo andati alla scoperta del deserto.

Deserto de la Tatacoa

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Abbiamo trascorso qui solo una notte ma penso sia stata una delle esperienze più incredibili di questo nostro viaggio in giro per il mondo!

Il Deserto della Tatacoa è unico al mondo! Per arrivare fino a qui abbiamo preso un minivan che da Neiva ci ha portato a Villavieja, il centro abitato più vicino al deserto.

Le possibilità sono due: pernottare qui nel paesino oppure all’interno del deserto stesso, noi abbiamo optato per una poudasa molto economica situata proprio accanto alla “zona rossa” del deserto, così da poterla visitare a piedi.

Nonostante il nome faccia pensare ad altro, la Tatacoa non è un vero e proprio deserto ma un bosco tropicale secco caratterizzato da alcune formazioni davvero molto particolari.

Ma il vero motivo per cui ci siamo spinti fino a qui era per ammirare il cielo stellato. Il deserto della Tatacoa, per la sua posizione, è perfetto per osservare l’intera volta celeste con le costellazioni di entrambi gli emisferi: quello australe e quello boreale.

Ma cosa vedere all’interno del deserto della Tatacoa:

  • la “zona rossa”, caratterizzata da una fusione di terra arancione e rossa che dà origine ad uno spettacolo incredibile. Qui nei labirinti di Cusco, l’unica cosa da fare è… perdersi! La zona è completamente gratuita;
  • la “zona grigia”, chiamata così per il suo colore predominante, si snoda in un percorso di circa un’ora di cammino che parte dalle “piscine di Los Hoyos” e porta a visitare la zona dei cosiddetti “fanstasmi”, delle formazioni che ricordano queste creature della fantasia. L’ingresso alla piscina è a pagamento, la zona grigia e il percorso dei fantasmi sono invece completamente gratuiti;
  • visitare un osservatorio astronomico, ce ne sono diversi qui, gestiti privatamente, noi dopo esserci informati abbiamo deciso di visitare l’osservatorio Astro Sur. Nel mese di marzo venivano organizzati eventi ogni sera con un astronomo docente dell’università di Neiva. Con il pagamento davvero irrisorio del costo d’ingresso abbiamo partecipato ad una lezione astronomica che ci ha tenuto con gli occhi fissi al cielo e nei telescopi (messi a nostra disposizione) dove abbiamo ammirato la luna, alcuni pianeti, nebulose e molte stelle. È stata davvero una serata indimenticabile anche per la nostra bambina che da quel momento ha deciso che l’astronauta è ciò che desidera fare da grande!

Per muoversi all’interno del deserto è possibile noleggiare delle biciclette oppure utilizzare i tuk-tuk.

Noi abbiamo raggiunto la pousada in autostop da Villavieja, ed al ritorno abbiamo percorso a piedi, all’alba prima dell’arrivo del sole cocente, gli 8 km che ci dividevano dal centro abitato.

All’interno del deserto abbiamo invece contrattato un tuk tuk che al medesimo costo del noleggio di due biciclette ci ha portato sino alla zona grigia (andata e ritorno ovviamente!).

Bogotà

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Siamo arrivati a Bogotà con un bus da Neiva.

La capitale della Colombia si trova a 2625 metri di altitudine ed è davvero una città che ci ha piacevolmente sorpreso.

Si tratta di una metropoli davvero impressionante che ha molto da offrire, ecco cosa consigliamo di vedere a Bogotà:

  • il Museo Botero: l’entrata è gratuita, ed Elena, che ama infinitamente l’arte, l’ha trovato davvero imperdibile. Il museo ospita una delle più importanti collezioni d’arte internazionali dell’America Latina, tra cui oltre 120 opere di Botero;
  • il barrio la Candelaria, uno dei quartieri storici della città;
  • il Museo dell’Oro, fondato per proteggere il patrimonio archeologico della città, ospita reparti pre-colombiani davvero unici, come la Balsa Muisca la “zattera d’oro di El Dorado” di valore inestimabile;
  • Plaza Bolivar, è la plaza mayor della capitale (nonché la più estesa di tutta la Colombia), risulta il fulcro cittadino poiché su di essa si affacciano: il Palazzo di Giustizia, la sede del Congresso della Repubblica, la Cattedrale, il Palazzo arcivescovile (con la porta realizzata dalla Fonderia Artistica Ferdinando Marinelli di Firenze), la sede del municipio principale della città e il Collegio Maggiore di San Bartolomeo (dei gesuiti);
  • Plazoleta Chorro de Quevedo, si tratta di una piazza in cui è presente una fontana, qui si narra che nel 1538 fu fondata l’odierna capitale colombiana da un conquistatore spagnolo, Gonzalo Jiménez de Quesada;
  • Catedral Metropolitana de la Inmaculada Concepción de María, capolavoro in stile neoclassico e fulcro del culto cattolico nella capitale colombiana;
  • Parque Metropolitano Simón Bolívar, è considerato il “polmone della città” stessa, fu utilizzato nel 1968 dal Papa Paolo VI per un congresso eucaristico, è dotato di laghi, di parchi per far giocare i bambini, piste ciclabili e pedonali ed è considerato un punto di riferimento da tutti i cittadini;
  • il barrio Pio VI, si tratta di un quartiere costruito a partire dal 1966 in vista del congresso eucaristico del 1968, venne creato per ospitare tutti i pellegrini che sarebbero venuti ad assistere a tale evento, è caratterizzato da aree verdi, parchi per bambini, piazze di ritrovo per persone di ogni età e negozi commerciali;
  • Cerro de Monserrate (3125 metri), si tratta della montagna che sovrasta la capitale, sulla cui cima è posto un santuario, il panorama da lassù è davvero incredibile e vale tutta la fatica per arrivarci! Per giungere sino alla vetta è possibile percorrere a piedi un sentiero di circa 3,5 chilometri con un dislivello di 500 metri circa, oppure utilizzare la linea teleferica o la funicolare (sul sito ufficiale trovi tutte le informazioni – https://monserrate.co/). Noi abbiamo scelto di percorrere il tratto a piedi ed è assolutamente fattibile (con un occhio di riguardo all’altitudine) anche con i bambini;
  • Catedral de Sal, è una vera e propria cattedrale costruita all’interno di una ex miniera di sale, si trova a circa un’ora da Bogotà ed è possibile visitarla con i mezzi pubblici in giornata (qui trovi il sito ufficiale con tutte le informazioni e i prezzi dei biglietti aggiornati).
  • Mosquera e Funza, due piccoli centri ormai inglobati nella periferia della capitale, in queste piccole realtà si possono trovare tracce della cultura pre-colombiana che abitava questa zona; camminando per il centro si possono osservare delle case di epoca coloniale e a Funza assaggiare delle prelibatezze locali nella pasticceria sita nella piazza centrale.

San Gil

San Gil è la città colombiana per eccellenza degli sport estremi. Qui gli amanti dell’adrenalina potranno lanciarsi in mille diverse avventure come rafting, parapendio, canyoning e mille altre attività.

San Gil è raggiungibile con un autobus della durata di circa 6 ore da Bogotà.

Barichara

A pochi chilometri da San Gil si trova il paesino coloniale di Barichara.

Le sue strade sono in pietra e le sue casette basse e in stile coloniale. Barichara è molto conosciuta anche per il suo Camino Real, un percorso di circa 5 km che ti porta sino a Guane (un altro piccolo centro) con dei paesaggi e scorci incredibili sulle Ande circostanti.

Villa de Leyva

Villa de Leyva si trova a tre ore di autobus da Bogotà e, come Barichara, è anch’essa un centro coloniale molto conosciuto a livello turistico.

Non ci siamo personalmente stati ma diversi altri viaggiatori ci hanno parlato molto bene di questo paese; quando torneremo in Colombia andremo sicuramente a visitarlo, e per sapere quando accadrà iscriviti alla newsletter Cartolina e ogni settimana per te colori, profumi e sapori dal mondo!

Leticia

Leticia è una città colombiana di confine (con il Perù e il Brasile) ma anche la porta per visitare la foresta amazzonica colombiana.

Per giungere sino a Leticia le uniche due opzioni disponibili sono un aereo oppure una barca da Manaus e Iquitos.

Non abbiamo volato sino a Leticia perchè i voli non erano molto economici così abbiamo pensato di visitare la foresta amazzonica in un altro paese in cui avremmo potuto raggiungerla con i mezzi di trasporto su strada, ma questa è un’altra storia…

San Andres

San Andres è un’isola colombiana che si trova al largo del Nicaragua.

L’isola è raggiungibile con un volo da tutte le principali città colombiane, una ragazza conosciuta a Medellín ce ne ha parlato come di una piccola isola paradisiaca che viene chiamata dagli abitanti “mare dei sette colori”.

Noi personalmente non l’abbiamo visitata, ma l’abbiamo segnata nella nostra bucket list!

Come muoversi in Colombia

Essendo noi amanti dei viaggi a contatto con la popolazione locale, cerchiamo sempre di assecondare la nostra filosofia di viaggio.

Viaggiare in Colombia e spostarsi da una città all’altra con i mezzi locali non è stato affatto difficile perché in quasi ogni centro abitato è presente un terminal o una stazione dei pullman o dei minibus. Noi abbiamo sempre acquistato i biglietti alla stazione, l’unica attenzione che bisogna sempre avere è che cercheranno in un modo o nell’altro di farti pagare di più.

Preparati quindi a contrattare! Noi non siamo grandi amanti della contrattazione, eppure, abbiamo capito che l’unico modo per non farci truffare era proprio quello di imparare questa antica “arte”.

Per il trasporto nelle città come Medellín, Cali o Bogotà è presente un ottimo servizio di trasporto urbano di bus e metropolitane (quest’ultima non è presente a Cali) che funziona acquistando una tessera ricaricabile.

Ovunque sono presenti i taxi, anche nei piccoli centri, noi però non li abbiamo mai utilizzati, difficilmente funzionano con il tassametro quindi ricordiamo che la contrattazione è d’obbligo!

Un’altra possibilità è utilizzare l’applicazione di Uber, anche in questo caso non abbiamo un’esperienza diretta.

Dove alloggiare in Colombia

L’offerta di alloggi in Colombia è molto variegata, e non è difficile trovare degli alloggi a poco prezzo. Noi abbiamo soggiornato in ostelli, pousadas, guest house e piccoli alberghi e soprattutto con le nostre amate applicazioni: Couchsurfing e Workaway (con questo link ottieni un mese di iscrizione gratuito), che ci permettono di essere ospitati a casa dei locali conoscendo davvero in profondità quel Paese.

Vogliamo ringraziare pubblicamente coloro che ci hanno aperto la propria casa facendoci sentire come in famiglia: Pedro, Oscar e Carolina, Juan, Diego e Luz, Samuel e Yessica. Senza di voi questo viaggio non sarebbe stato lo stesso, ci vediamo da qualche parte in giro per il mondo 😊!

Cosa mangiare in Colombia

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Uno degli aspetti che amiamo esplorare di un Paese è proprio la sua cultura culinaria e, secondo noi, non c’è ristorante migliore delle bancarelle di strada dove provare il cibo tradizionale (e fare anche delle conoscenze indimenticabili)!

Ebbene, anche per la Colombia, abbiamo voluto tenere fede a questa tradizione.

Lo street food qui è molto diffuso sia nelle grandi città che nei paesi più piccoli, come anche i ristoranti tradizionali.

La cucina colombiana è semplice e unica allo stesso tempo, gli ingredienti di base che la caratterizzano sono: il mais (usato come pannocchia e come farina), la carne (per lo più mucca e maiale), il pesce (nelle zone costiere), i legumi e le verdure.

Ancora sono predominanti le basi della cultura pre-colombiana che rendono gli alimenti un vero e proprio salto nel passato!

Ecco i piatti che ci hanno accompagnato in Colombia:

  • Arepas, si tratta di panini (più o meno grandi) a base di farina di mais cotto su una piastra che vengono venduti farciti, nella maggior parte dei casi (con ogni tipo e varietà di ripieno – Rebecca amava quella ripiena di formaggio, da mangiare calda).
  • Bandeja Paisa (vedi la foto sopra), possiamo considerarlo un piatto unico super nutriente, composto da: riso, chorizo (una specie di salsiccia), uova, carne macinata, fagioli, avocado, platano (una specie di banana che si usa per le preparazioni per lo più salate) e “ciccioli di maiale” (fettine di cotenna fritta); per intenderci un piatto “ottimo” per iniziare la dieta domani!
  • Patacones, sono fette di platano salate che vengono poi schiacciate e fritte per accompagnare la maggior parte dei piatti tradizionali.
  • Ajiaco, una zuppa incredibilmente sostanziosa a base di mais, pollo, patate e panna acida; può essere accompagnata da patacones, riso o avocado.
  • Tamales, li abbiamo già incontrati in Messico, in questo Paese si mangiano di solito a colazione (anche se si possono trovare a qualunque ora del giorno e della notte), la ricetta prevede un impasto a base di farina di mais cotto in foglie di banano e ripieno con ciò che si desidera: di solito carne o verdura o formaggio!
  • Sancocho, un’altra zuppa molto particolare e diffusa in tutto il Paese, la bellezza di tale preparazione è che alcuni ingredienti variano a seconda della zona (per esempio sulla costa è tipica quella a base di pesce mentre nell’entroterra le proteine variano), altri invece sono comuni, tra questi troviamo: yucca, mais, patate ed altre verdure. Il tutto solitamente viene accompagnato da riso o patacones. A Cali è tipico il Sancocho de gallina.
  • Lechona, una vera prelibatezza da provare: carne di maiale cotta per moltissime ore (circa 10) insieme a tutti gli altri ingredienti (ceci, spezie e riso per esempio), questo fa si che i sapori si combinino creando qualcosa di incredibile!
  • Arroz con coco, è una ricetta comune in diversi Paesi dell’America Latina, ma qui in Colombia è predominante la variante salata che prevede la cottura del riso in una riduzione del latte di cocco (detta titoté), alcuni aggiungono una componente dolce con la panela o la Coca-Cola (noi abbiamo provato quest’ultima variante, molto buona!), di solito si accompagna con carne o pesce; ce lo hanno preparato a Taganga e lo abbiamo gustato con il pesce fresco, davvero incredibile!
  • Changua, è la tipica colazione a Bogotà (non è per tutti!), si tratta di una zuppa a base di latte che contiene uova, formaggio, pane secco messo in ammollo, cipolla, sale e coriandolo (una tipica colazione da campioni!). Il resto dei colombiani non sembra amare questa tradizione della capitale (chissà perchè? 😅).
  • Pandebono, pane a base di farina di mais e di manioca, morbido e dal profumo unico, spesso servito con la pasta di guava (detta anche goiabada).
  • Arequipe, è una salsa molto dolce (e quindi molto amata da Rebecca!) a base di latte caramellato (simile al dulce de leche brasiliano o argentino), può essere usata per guarnire altri dolci oppure per accompagnare gelati o frutta.

Alcune bevande colombiane meritano una menzione particolare, noi consigliamo:

  • Aguapanela, altro non è che acqua in cui è stato fatto scogliere un pezzo di panela (un dolcificante naturale), si può consumare calda oppure fredda, alcuni la bevono mentre mangiano delle arepas o del formaggio.
  • Tinto, è il caffè nero colombiano, essendo la Colombia una dei maggiori produttori di caffè al mondo, è obbligatorio qui assaggiarlo come lo preparano loro, è diverso da quello che siamo abituati a bere in Italia, è molto allungato in quanto viene preparato usando un filtro e l’acqua bollente (Mirko è un amante del caffè e lo ha trovato davvero interessante!).

Inutile dire quanto abbiamo apprezzato la cucina colombiana, Mirko e Rebecca hanno addirittura imparato a preparare le arepas (ne abbiamo mangiate un’infinità)!

La Colombia è un paese sicuro?

È sempre difficile rispondere ad una domanda del genere.

Da sempre questo Paese è associato al narcotraffico ed alle problematiche ad esso legate, da diversi anni il governo sta cercando di trovare una soluzione a questo problema. Noi abbiamo girato in lungo ed in largo questo stato e non abbiamo mai avuto la sensazione di attraversare un luogo pericoloso.

Osservare il buon senso e fare attenzione (per esempio non uscire soli per la strada di notte e non ostentare oggetti di valore) può sempre aiutare a visitare un Paese, un altro suggerimento è quello di informarsi ed evitare le zone sconsigliate dagli organi locali.

Cosa leggere prima di un viaggio in Colombia?

Siamo dei grandi amanti della lettura, e prima di partire abbiamo fatto in modo di avere sempre con noi la nostra biblioteca personale: con il nostro lettore e-book.

Prima di visitare la Colombia (e durante la nostra permanenza in questo Paese), abbiamo letto alcuni libri che ci hanno aiutato a capire il luogo che stavamo vivendo. Ecco i libri che, personalmente, consigliamo di leggere prima di un viaggio in Colombia:

  • L’amore ai tempi del colera – Gabriel García Márquez. Un grande classico del famoso scrittore colombiano, premio Nobel della letteratura. Una storia d’amore e di speranza che ha dell’incredibile e che ha acceso i cuori di milioni di lettori di in tutto il mondo.
  • Cent’anni di solitudine – Gabriel García Márquez. Un romanzo fuori dall’ordinario che incrocia la storia di sette generazioni di personaggi con uno stile unico ed elaborato. Un altro capolavoro del grande scrittore colombiano.
  • Notizia di un sequestro – Gabriel García Márquez. Il fulcro di questo romanzo sono i rapimenti legati al narcotraffico e tutto ciò che circonda questo spinoso argomento, ovviamente raccontato con sapienza da uno scrittore incredibile.

Considerazioni finali

Viaggiare in Colombia è scoprire qualcosa di unico ed incredibile, è spalancare i propri occhi su meraviglie naturali e su una cultura che non stanca mai, viaggiare in questi luoghi ci ha messo di fronte al terrore della piaga del narcotraffico ed alla gioia della rinascita, abbiamo potuto vivere in quartieri coloniali che sapevano di storia ed in quartieri popolari che trasmettevano l’accoglienza di chi “non ha ma vuole dare comunque”.

È un viaggio che non può lasciare indifferenti, è qualcosa di dolce come la panela e di amaro come il caffè.

La Colombia è una meta perfetta per tutti gli amanti del viaggio in ogni sua declinazione e che sempre avrà qualcosa di nuovo da donare a chiunque deciderà di farvi ritorno.

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