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Alicudi: cosa vedere nella più occidentale delle Eolie

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Indice

Scrivere questo articolo per noi è rievocare uno dei viaggi che più di tutti sono entrati sotto la nostra pelle.

Era l’estate prima della nostra partenza per il giro del mondo e noi desideravamo solo raggiungere un luogo ai confini del mondo, dove la natura fosse la protagonista e dove il silenzio ci potesse avvolgere.

Ma Alicudi è stata molto di più.

In questo articolo ti racconteremo una storia, la storia di un viaggio speciale nella più selvaggia delle Eolie.

Cosa vedere, dove alloggiare, come arrivare, le curiosità, ma soprattutto cosa aspettarti da un viaggio che non è per tutti.

Ma se l’isola chiama tu rispondi, avrà sicuramente qualcosa da dirti.

Alicudi: la sua geografia ed il suo territorio

Alicudi è una delle “sette sorelle”, che, insieme a Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli e Vulcano, costituisce l’arcipelago delle isole Eolie, in Sicilia.

Le Eolie sono una meta molto apprezzata dal turismo sia nazionale che internazionale, eppure, pochi si spingono fino a qui, a visitare la più piccola tra le isole che compongono l’arcipelago, e molti di questi lo fanno solo partecipando a delle crociere che permettono di visitarla solo per un giorno.

È l’isola più occidentale delle Eolie ed è dominata dal monte Filo dell’Arpa (che supera i 650 metri sul livello del mare); l’intera isola altro non è che un vulcano ormai spento, sorto oltre 150.000 anni fa.

Alicudi si sviluppa in altezza su una superficie di appena 5 chilometri quadrati, e non è completamente abitata. Solo il versante sud-est dell’isola è la parte in cui i pochi abitanti di Alicudi vivono, l’altro versante, completamente disabitato, è più scosceso e soggetto a fenomeni erosivi causati dagli eventi atmosferici.

Come arrivare ad Alicudi

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Per arrivare ad Alicudi è possibile seguire diversi itinerari:

  • Da Palermo prendere un aliscafo che in due ore giunge fino ad Alicudi, questa è l’opzione che abbiamo scelto noi, questa soluzione è possibile solo in alcuni mesi dell’anno (noi abbiamo visitato l’isola di Alicudi a luglio);
  • Da Milazzo prendere un traghetto che in circa tre ore ti porta ad Alicudi, questa opzione è presente durante tutto l’anno.

Dove alloggiare ad Alicudi (e come raggiungere l’alloggio)

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Alicudi si presenta in tutta la sua fierezza e autenticità dal primo momento che si sbarca sulle sue coste.

Non ci sono macchine sull’isola, non ci sono motorini, nessun mezzo su ruote, niente. Perché sull’isola di Alicudi non ci sono strade, ma solo mulattiere composte da gradini che permettono di giungere sino al picco della montagna.

Ci sono dei muli sull’isola che vengono utilizzati per il trasporto di merci ed anche per i bagagli di coloro che giungono sull’isola.

Noi abbiamo deciso di portare da soli i nostri zaini, mentre nostra figlia (all’epoca due anni) era nello zaino da trekking sulle nostre spalle.

Lo zaino ci è stato offerto dal nostro padrone di casa, che ci ha atteso al porto ed accompagnato fino alla casa che abbiamo affittato per una settimana.

Qui non esistono nomi di vie, semplicemente perché le vie non esistono, esistono solo i nomi delle diverse contrade, così per dare indicazioni solitamente si indica il nome della contrada e il numero di gradini che occorre salire per giungere sino all’abitazione. La nostra piccola casetta si trovava al 464esimo gradino, a circa metà dell’isola, è possibile raggiungere case fino al millesimo gradino e si dice che le abitazioni migliori siano proprio quelle in alto, con una vista senza eguali sul mare e su tutta l’isola.

È consuetudine per gli abitanti che affittano camere o case attendere i viaggiatori allo sbarco e portarli fino alla casa, ma qui non è difficile perdersi, basterà bussare ad una porta e chiedere indicazioni riferendo il nome del proprietario, ad Alicudi si conoscono tutti!

Sull’Isola è presente solo un albergo, al porto, tutti gli altri alloggi sono piccoli B&B oppure guest-house che i locali affittano nella stagione estiva ai turisti che desiderano conoscere Alicudi.

Crediamo che già da queste poche informazioni si possa iniziare a scorgere l’anima di Alicudi.

Cosa vedere ad Alicudi

Abbiamo trascorso sette giorni ad Alicudi e la verità è che ne avremmo trascorsi altri mille.

È difficile rispondere alla domanda “cosa vedere ad Alicudi”, perché la verità è che ad Alicudi occorre perdersi a vedere il mare da ogni angolazione, i fichi d’india, le piante dei capperi, l’alba, scorgere i profili delle altre Eolie in lontananza, passeggiare per le sue mulattiere e godere del silenzio che questa isola ancora sa offrire.

Qui abbiamo raccolto tutto quello che abbiamo visto ad Alicudi, con calma, passando moltissimi momenti a riposare sull’amaca davanti al mare, a leggere e a riposare.

Sull’isola di Alicudi ci sono all’incirca 15 sentieri, divisi in difficoltà facile, media e difficile e sulla mappa dell’isola (presente al porto e in dotazione a tutti gli abitanti di Alicudi) sono indicati con diversi colori i singoli sentieri, con i relativi tempi di percorrenza.

Come dicevamo nel paragrafo precedente l’isola è divisa in diverse contrade che sono le seguenti:

  • Alicudi Porto: zona centrale di arrivo e partenza dei principali mezzi di comunicazione con le altre isole, qui si possono trovare i due negozi di alimentari (gli unici su tutta l’isola), il presidio medico, il bar, l’unico ristorante dell’isola e l’ufficio postale;
  • Contrada Tonna: sembra un vero e proprio paesello, le case sono più vicine tra loro; qui si trova un negozio di capi vintage, gioielli artigianali e un laboratorio di tessitura;
  • Contrada San Bartolo (o Montagna): la si attraversa per raggiungere la chiesa omonima, questa era la zona che ospitava gli antichi insediamenti (lontani dal mare e quindi più al sicuro dai pirati);
  • Contrada Pianicello: ospita abitanti per lo più di origine tedesca. È situata a circa 1000 gradini dal porto ed una particolarità è che questa contrada è sviluppata in piano;
  • Contrada Sgurbio: qui esistono solo cinque case ed ognuna porta il nome di uno dei 5 sensi del corpo umano, è davvero meraviglioso vedere dal sentiero sottostante queste case che sembrano in equilibrio su un filo in bilico sul mare;
  • Contrada Bazzina: raggiungibile più facilmente via mare.

Ma ecco che cosa noi abbiamo scovato e apprezzato in questa nostra settimana sulla bella Alicudi:

Chiesa di San Bartolo

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Risale al 1821 ed è stata costruita sui resti di un edificio del 1600.

Quando siamo andati a visitarla, purtroppo non era aperta, sono rari i casi in cui viene aperta, ma questo lo sapevamo già, siamo giunti fino a qui per godere della vista spettacolare che si scorge dal suo sagrato.

Durante la festa di San Bartolo (protettore delle Isole Eolie), gli abitanti dell’isola portano in processione la statua del santo dal porto sino a questa piccola chiesetta.

Ci piacerebbe un giorno poter assistere a questa celebrazione, per non perderti le prossime tappe del nostro giro del mondo iscriviti qui a Cartolina, ogni settimana per te curiosità, sapori e profumi dal mondo.

Quella di San Bartolo era la vecchia chiesa principale dell’isola, quando il centro del paese era in montagna. Alicudi ha sempre vissuto di agricoltura e pastorizia, fino a circa 50 anni fa circa; da quando gli abitanti hanno deciso di dedicarsi alla pesca ed al (poco) turismo, spostando le proprie attività verso il porto.

È possibile salire sul tetto della chiesetta e suonare la campana, anche se secondo noi è un peccato farlo: il silenzio sull’isola regna sovrano e poi crediamo sia decisamente meglio non disturbare l’isola.

Pianure e Montagnole

Dalla chiesa di San Bartolo, proseguendo per il sentiero, si possono raggiungere le “pianure” di Alicudi ovvero ciò che resta degli antichi terrazzamenti adoperati per l’agricoltura e l’allevamento.

Ormai questa zona è lasciata quasi completamente a sé stessa e la vegetazione cresce indisturbata e libera, questo è qualcosa che secondo noi rende l’esplorazione ancora più unica ed indimenticabile.

Camminando lungo il sentiero è possibile vedere anche i resti delle case che una volta componevano il centro dell’isola e che ora, nella maggior parte dei casi, sono poco più che ruderi.

Proseguendo sul sentiero per “Montagnole” si può arrivare fino alla cima del monte, quello che rimane del cratere del vulcano, qui le capre sono le regine della vetta e “proteggono” il cumulo di pietre che segnala la cima del Filo dell’Arpa.

Una bella camminata, a tratti anche faticosa, ma alla portata di tutti, noi l’abbiamo fatta con Rebecca nello zaino e lentamente, fermandoci diverse volte ad ammirare il panorama sottostante.

Spiagge

Le spiagge sull’isola sono di ciottoli e soltanto due sono raggiungibili a piedi, le altre è possibile raggiungerle solo via mare (vai al porto per contrattare un giro dell’isola in barca).

Tra le spiagge facilmente accessibili segnaliamo:

  • Spiaggia di Alicudi Porto: spiaggia ciottolosa che si sviluppa da entrambi i lati del porto, è facilmente raggiungibile a piedi; la parte meridionale è quella più lunga caratterizzata anche da particolari scogli.
  • Spiaggia di Bazzina: ottima per fare snorkeling, raggiungibile dalla chiesetta del Carmine con mezz’ora di camminata, pressoché in piano. È una spiaggia più appartata rispetto a quella del porto e qui abbiamo potuto vedere dei polipi e altri pesci a pochissimi metri dalla riva.

Chiesa del Carmine

Fa parte della Contrada Porto, è facilmente raggiungibile dal porto con una camminata di circa venti minuti, e anche da essa è possibile ammirare una splendida vista mare. Questa è la chiesa parrocchiale dell’isola dove si svolgono le funzioni religiose domenicali.

Belvedere

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È uno dei molti punti panoramici qui sull’isola, ha una forma semicircolare ed è possibile sedersi e perdersi… lasciando che lo sguardo segua l’orizzonte e poi si smarrisca verso l’infinito.

Scoprirai quanto poetica possa essere questa magica isola.

Cimitero

Il cimitero dell’isola è posto appena al di sopra del Belvedere e sembra in stato di quasi totale abbandono, noi abbiamo camminato qui colpiti dalla particolarità delle tombe. Le lapidi sono rivestite di piastrelle di maiolica bianche e azzurre che sembrano un tutt’uno con il cielo.

Casa del tramonto

Il tramonto qui ad Alicudi è possibile ammirarlo dalla barca oppure dalla “Casa del Tramonto”. Posta nella Contrada Tonna, per raggiungerla è necessaria una camminata di difficoltà media che ti porta fino a questa casa, abbandonata da anni, per goderti uno dei tramonti più particolari dell’isola.

Biblioteca “Tra cielo e mare”

Siamo degli appassionati di biblioteche e in ogni luogo che visitiamo desideriamo sempre conoscere la biblioteca locale. E ci siamo stupiti davvero molto quando alcuni abitanti dell’isola ci hanno detto che anche qui ad Alicudi è presente una piccola biblioteca.

Ospitata all’interno di una tipica casa eoliana a circa 357 gradini si trova la biblioteca “Tra cielo e mare”, mai nome è stato più appropriato 😊.

Creata nel 2017, grazie alla donazione di Franco Scaglia, giornalista RAI e scrittore, con una donazione di 7000 libri della sua collezione privata, la biblioteca di Alicudi contiene volumi che spaziano in diversi argomenti, come spiritualità, storia, viaggi, romanzi, letteratura italiana e straniera. La biblioteca è tutt’ora da “completare”, viene portata avanti da alcuni volontari che pazientemente catalogano i libri e permettono anche il prestito alle persone locali e ai turisti.

Se anche tu ami la lettura potresti valutare di prendere in prestito un libro per riconsegnarlo al momento della partenza. Diverse volte noi abbiamo adottato questa piccola tecnica per leggere anche in giro per il mondo, come abbiamo raccontato in questo articolo.

Scuola

La scuola dell’isola è posta proprio accanto alla biblioteca, nella stessa casa eoliana.

Qui sul grande terrazzo coperto c’è una lavagna, di quelle da appoggio che anche noi avevamo nelle nostre aule quando eravamo piccoli, ciò che cambia è quello che si ammira dietro, in questo caso è un mare cristallino, abbiamo sorriso al pensiero del muro bianco al quale erano abituati i nostri occhi.

Al momento della nostra visita, frequentano questa scuola 4 bambini divisi in asilo, elementari e medie.

Vi sono 5 insegnanti, che di solito restano qui solo per un anno (l’abbiamo detto fin dall’inizio che Alicudi non è una realtà per tutti), ha fatto eccezione una maestra milanese che nel 1996 ha preso la decisione di lasciare la sua città e trasferirsi stabilmente ad Alicudi, divenendo la maestra di tutti i bambini per vent’anni.

Ascoltare la storia direttamente da lei, che attualmente è la bibliotecaria di Alicudi, è stato davvero prezioso per noi, e ancora una volta ci siamo ricordati del perché amiamo così tanto viaggiare.

Museo dell’Isola

Il museo dell’isola è allestito nella stanza accanto alla scuola.

Qui è possibile conoscere la storia e la vita sull’isola nel corso degli anni: la vecchia cucina eoliana con il “forno tipico”, le foto e i video vintage scattati sull’isola nel secondo dopoguerra ed altri scorci sulla vita di questi abitanti così fieri di vivere in questo angolo di mondo.

Il materiale è stato fornito quasi interamente dagli stessi abitanti ed ha un “gusto” tradizionale, che noi abbiamo apprezzato molto.

Durante la visita al museo siamo stati accompagnati dalla bibliotecaria che ci ha anche raccontato alcune delle curiosità che abbiamo raccolto nel paragrafo “curiosità”.

Fare un giro in barca

Conoscere Alicudi dal mare ti da la possibilità di giungere ad alcune spiagge che non permettono l’accesso via terra e vedere “l’altro versante” dell’isola dove le capre vivono indisturbate.

Per contrattare una barca ti basterà recarti al porto e chiedere a qualche pescatore presente di accompagnarti.

Vivere la vita dell’isola

Per noi la bellezza autentica di un luogo la si percepisce quando la si vive a stretto contatto con i locali, e qui, ad Alicudi, crediamo che questo valga ancora di più rispetto ad altri posti.

Mangiare un piatto di pasta preparato da una casa che vende “cibo tipico eoliano”, fermarsi a parlare con i suoi abitanti mentre si riprende fiato sulle panchine poste al lato delle mulattiere, bersi una birra con Tommaso prima di giungere alla Montagna, comprare un vasetto di capperi sotto sale che qui crescono in quantità, ammirare le creazioni delle artigiane in Contrada Tonna che creano gioielli con le proprie mani…

E ancora visitare il laboratorio della tessitrice dell’isola, partecipare ad una lezione di yoga con vista mare, salire sulla barca di un pescatore al tramonto e sentire declamare i versi di Ulisse in una cornice così unica è davvero qualcosa che non crediamo abbia bisogno di molte spiegazioni.

Alicudi ha un carattere davvero unico.

Conosci l’anima di Alicudi e lascia che ti parli.

Cosa mangiare ad Alicudi

Siamo dei grandi amanti della cucina e anche qui ad Alicudi abbiamo assaggiato alcuni dei suoi piatti tipici.

Volevamo mangiare del buon pesce preparato da un pescatore e qui gli abitanti ci hanno consigliato di andare “da Silvio”.

Silvio è un pescatore di Alicudi ormai da più di 50 anni e tutt’oggi, a questa età, esce ogni mattina a gettare le reti e dà anche la possibilità di salire in barca insieme a lui per conoscere questa antica arte.

Mangiare da Silvio significa sedersi sul terrazzo della sua casa eoliana dove ha apparecchiato una grande tavola per servire tutti coloro che quel giorno vorranno mangiare il pesce da lui pescato.

Non ci sono menù, solo il buon cibo preparato da lui e da sua moglie.

Questa è stata un’altra esperienza vissuta qui ad Alicudi che ricorderemo a lungo.

Fa parte del panorama culinario dell’isola la “pasta Alicudi”, detta anche pasta all’Arcudara, si tratta di una pasta condita con totani freschi, pomodorini e prezzemolo.

Ma qui qualsiasi cosa si decida di mangiare è una buona scelta 😊.

Cose da sapere prima di un viaggio ad Alicudi

Alicudi è davvero selvaggia, la più selvaggia tra le “sette sorelle”, prima di un viaggio in questa isola ti lasciamo alcuni “consigli”:

  • porta dei contanti con te, non ci sono ATM sull’isola;
  • porta uno zaino come bagaglio, potrai portarlo tu senza caricare le valigie su un mulo;
  • nel tuo zaino da viaggio non dimenticare di mettere: scarpe comode, un paio di scarpette per gli scogli e una piccola torcia (non c’è luce artificiale la notte sull’isola e le mulattiere sono scure);
  • per le emergenze c’è una guardia medica sull’isola nel periodo estivo;
  • sull’isola c’è solo un piccolo supermercato con dei prezzi decisamente non economici, se ti è possibile portati del cibo da casa.

Curiosità

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Alicudi è una piccola isola ricca di curiosità che abbiamo potuto apprendere leggendo di lei e parlando con i suoi abitanti; ne abbiamo riportate alcune!

  • Nell’antichità era conosciuta con il nome di Ericussa o Ericodes, dal greco antico, che significava: “ricca di erica”, una pianta che ancora adesso è possibile ammirare in quantità sull’isola.
  • Nel dopoguerra sull’isola risiedevano oltre 600 persone e la principale fonte di sostentamento era l’agricoltura unita all’allevamento (contrariamente a quanto si possa pensare non c’era una tradizione radicata legata alla pesca!). La maggior parte della popolazione emigrò in Australia o in altre parti del mondo, si stima infatti che nel 2001 sull’isola vi fossero appena 105 abitanti!
  • Esiste una centrale elettrica (a gasolio) sull’isola che provvede al fabbisogno degli abitanti; la discussione riguardo il posizionamento di pannelli fotovoltaici è tutt’ora in corso e tra gli arcudari sono in molti a pensare che questi possano rovinare il paesaggio e per tale ragione non investono in essi!
  • L’acqua potabile arriva sull’isola grazie a delle navi cisterna che scaricano il loro contenuto in due serbatoi (capacità totale oltre i 130 metri cubi); è comune trovare nelle case (soprattutto in quelle poste più in altura) delle cisterne di accumulo dell’acqua piovana che viene utilizzata per gli scarichi dei bagni e per l’irrigazione dei giardini.
  • La maggioranza delle case hanno uno stile architettonico tipico eoliano, caratterizzato dal balcone esterno che funge anche da collegamento tra le varie stanze che raramente sono collegate tra loro da porte interne, bisogna uscire per poi entrare nella camera adiacente, così anche per il bagno.
  • Alicudi è famosa tra le Eolie per la gran quantità di indovini, guaritrici, streghe ed oracoli che ha ospitato (e che forse ospita tutt’ora); centinaia sono i racconti che hanno protagonisti arcudari che leggono il futuro, bloccano le tempeste, volano in cielo con le barche o parlano con creature “soprannaturali”.

Cosa leggere prima di un viaggio ad Alicudi

Amiamo unire le nostre due grandi passioni: il viaggio e la lettura.

Anche prima di giungere ad Alicudi abbiamo deciso di leggere di quest’isola.

Purtroppo non ci sono molti libri che parlino solo di Alicudi, ma ti consigliamo Amurì, il romanzo di Catena Fiorello Galeno ambientato nell’isola dei giorni nostri, che si interseca con una storia del passato sempre vissuta ad Alicudi. È un romanzo scorrevole da gustarsi sull’amaca davanti al mare.

Conclusioni

Noi ci auguriamo di essere riusciti a trasmettere l’amore che proviamo per questa isola davvero speciale che abbiamo avuto la possibilità di respirare anche se solo per una settimana.

Alicudi è immergersi nelle tonalità blu del suo mare e riemergere nell’azzurro del suo cielo.

Torneremo da te un giorno Alicudi e chissà se sarà per sempre.

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