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Alpe di Siusi estate: cosa vedere e cosa fare

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Indice

Prima di partire per il nostro giro del mondo, non abbiamo mai avuto dubbi: per noi il relax e era una vacanza in montagna, anche e soprattutto d’estate.

In questi anni in viaggio abbiamo iniziato ad apprezzare molto anche il mare, ma una cosa è rimasta costante: la nostra preferenza per i climi freddi piuttosto che caldi (anche se in Brasile abbiamo vissuto 5 mesi ad una temperatura costante di 30°, ma questa è un’altra storia 😉!).

Così ogni anno, quando veniva il momento di scegliere dove passare un weekend o una vacanza più lunga, la nostra prima scelta era sempre la montagna, anche dopo la nascita della nostra bambina.

Anche Rebecca, infatti, è diventata una grande fan della montagna, sia in estate che in inverno.

In questo articolo ti racconteremo cosa vedere e cosa fare nell’Alpe di Siusi in estate, per vivere una vacanza a contatto con la natura, che sia solo per pochi giorni o per un periodo più lungo.

Il territorio: dove si trova l’Alpe di Siusi

L’Alpe di Siusi si trova in Italia, nella regione del Trentino Alto-Adige, ed è una frazione del comune di Castelrotto in provincia di Bolzano.

L’Alpe di Siusi è il più vasto altopiano d’Europa circondato dalle cime dolomitiche di Sassolungo (3.181 m), Sassopiatto (2.969 m) e Sciliar (2.563 m).

L’altopiano si estende per 56 km quadrati, con un’altitudine compresa tra i 1.600 m e i 2.958 m, ha una ricca flora ed è circondato da più di 56 baite dove poter assaggiare le prelibatezze locali.

Cosa mangiare all’Alpe di Siusi in Alto Adige

Un altro motivo per cui visitare questa zona, e il Trentino Aldo-Adige in generale, è l’incredibile tradizione culinaria che la caratterizza; si tratta di piatti che utilizzano sapientemente quanto il territorio ha da offrire come: l’acqua che zampilla dalle fonti di montagna, la verdura cresciuta in un ambiente praticamente incontaminato ed i frutti dei suoi alberi, ma anche la carne e i formaggi provenienti dagli allevamenti di altura.

Insomma con degli ingredienti così non possono che nascere delle vere leccornie!

Prima di iniziare con l’elenco dei piatti ricordiamo la presenza sul territorio delle “malghe” che possiamo definire come delle fattorie di altura che tradizionalmente si occupano di agricoltura e allevamento ma che sono in grado di proporci prodotti caseari incredibili.

E quindi che cosa mangiare in Alto Adige?

  • Canederli: sono grandi gnocchi di pane serviti di solito in brodo. Ce ne sono di diversi tipi: allo speck, al formaggio o agli spinaci, oppure semplicemente con erba cipollina.
  • Spätzle: piccoli gnocchetti fatti con acqua e farina conditi con un sugo a base di speck e panna.
  • Rosticciata di patate alla trentina: un piatto a base di patate, cipolle, speck e carne.
  • Strudel: il dolce a base di mele più famoso della zona, solitamente servito tiepido.
  • Polenta: accompagnata da formaggi, funghi raccolti in giornata o ragù di carne.
  • Carne: costine di agnello, stinco o guancia di vitello, cervo o montone; cucinata in differenti modi rimane comunque strepitosa.
  • Prodotti caseari di malga: yogurt, burro o formaggi.
  • Ragù di cervo: condimento per la pasta fresca fatta in casa.
  • Salumi vari: tra cui il più famoso è lo speck affumicato.

Luoghi energetici e folklore locale

Quando abbiamo deciso che quell’anno, in giugno, saremmo andati a rilassarci qualche giorno in montagna, all’Alpe di Siusi, abbiamo fatto delle ricerche sulla zona e su cosa vedere.

Spulciando online e tra i libri inerenti a questa località dolomitica, abbiamo scoperto che quest’area fa parte dei luoghi definiti “energetici”.

Si tratta di luoghi particolari, situati in determinate zone in tutto il mondo che sono indicati come punti strategici per percepire maggiormente le “energie” presenti sulla Terra.

Scientificamente hanno provato a dare una spiegazione a queste “energie” con il risultato di aver riscontrato alcune differenti percezioni del campo magnetico terrestre.

Argomento molto interessante per noi perché a Mirko incuriosisce molto l’aspetto fisico ed a Elena quello storico, culturale e spirituale.

Inoltre il Trentino Alto Adige è un luogo ricco di folklore locale.

La tradizione, infatti, vuole che qui vivano creature magiche, folletti, abitanti del bosco, demoni ed altri spiriti e, nel Medioevo, si pensava che lo Sciliar fosse un luogo d’incontro per streghe.

In epoche passate, si credeva infatti che i forti temporali che colpivano la zona fossero scatenati proprio dalle streghe dello Sciliar.

Nel Medioevo, solamente nell’area di Fiè, vennero processate e uccise ben nove donne per stregoneria.

Alcuni studiosi ritengono, inoltre, che questo potrebbe essere anche un antico luogo di culto neolitico, presso il quale venivano adorate le dee dell’antichità.

Noi abbiamo amato la nostra vacanza estiva all’Alpe di Siusi, e credo che questi aspetti abbiano contribuito a rendere il nostro soggiorno, con la nostra bambina più “magico”.

Alpe di Siusi estate: cosa vedere

Ma passiamo ora a cosa vedere in Alpe di Siusi in estate.

La zona è ricchissima di sentieri in cui è fantastico camminare; qui abbiamo deciso di elencare tutte le escursioni e i luoghi che abbiamo visitato con la nostra bambina di due anni.

Sono tutti sentieri ed escursioni che è possibile fare in giornata, questo perchè sono molto semplici e destinati anche ai piccoli esploratori 😊.

Bosco di Laranza

  • Durata: 02:30 h
  • Lunghezza: 6.5 km
  • Si tratta di un sentiero circolare adatto a famiglie e percorribile con il passeggino (suggeriamo sempre, per una maggior comodità, di avere un modello adatto alle strade sterrate per fare meno fatica, nel paese ci sono negozi che li noleggiano).
  • Dislivello minimo
  • Si può partire direttamente da Siusi, oppure recarsi alla piccola frazione di Telfen, lungo la strada tra Castelrotto e Siusi.

Il percorso prevede una prima parte su strada asfaltata per poi proseguire su sentieri forestali (molto ben tenuti) attraverso un bosco. Si prosegue in direzione Veduta del Re (punto panoramico in onore di Federico Augusto III, re dei Sassoni ed amante delle Dolomiti). Qui si possono ammirare le rovine di Castel Rovereto a Sant’Osvaldo, la chiesetta dedicata a Santa Verena sul lato opposto della Valle Isarco e l’intero altopiano del Renon.

È presente anche il Sentiero dei Funghi, un piccolo sentiero didattico, lungo appena 1 chilometro, che parte direttamente dal circuito di Laranza, caratterizzato da molte statue in legno a forma di fungo al lato del sentiero stesso. Molto divertente ed educativo soprattutto per i più piccoli.

Chiesa di S. Valentino

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  • Durata: 00:45 h
  • Lunghezza: 2 km
  • Percorso adatto a famiglie e percorribile con il passeggino (con adeguato passeggino – vedi sopra)
  • Facilmente accessibile con partenza direttamente dal centro di Siusi allo Sciliar

Incorniciata da bellissimi prati, si trova la Chiesa di San Valentino. Risalente al IX secolo è un piccolo ma incredibile capolavoro rimasto intatto fino ai giorni nostri; sulle facciate esterne sono ancora visibili alcuni dei suoi affreschi, ma i più interessanti si trovano all’interno (sono del XIV e XV secolo).

Purtroppo viene aperta solo in alcuni periodi dell’anno ed in alcune circostanze vengono organizzate visite guidate; noi non abbiamo avuto la fortuna di poter entrare ma è possibile sbirciare dalle finestre poste ai lati del portone d’ingresso i meravigliosi affreschi all’interno.

Curiosità:

  • nella raffigurazione dei Re Magi si vede anche il paesaggio dell’Alpe di Siusi;
  • la chiesa è stata costruita su un antico luogo di culto pagano, scelto anche per la posizione (è pazzesca, immersa tra prati verdi e ai piedi della punta Santner).

Altopiano di Siusi

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  • Durata: variabile
  • Lunghezza: variabile
  • Percorso adatto alle famiglie.
  • Per l’altezza e per la strana forma, lo Sciliar, insieme alle sue due cime, Punta Santner (2.413 m) e Punta Euringer (2.394 m), è considerato uno degli emblemi dell’Alto Adige.

Si può arrivare sull’altopiano direttamente in macchina, bisogna tenere conto delle restrizioni al transito (in quanto l’area si trova all’interno del Parco Naturale Sciliar – Catinaccio, l’accesso è possibile solo prima delle ore 09:00 per chi avesse una prenotazione in un’albergo sull’altopiano); con un autobus oppure utilizzando la cabinovia. Noi abbiamo optato per quest’ultima possibilità per:

  • la comodità: la stazione a valle è situata a Siusi allo Sciliar, nei pressi della segheria Matschnsäge (via Sciliar, 39);
  • il panorama: un tracciato di circa 4,5 km, fino alla stazione a monte, a Compaccio (il dislivello di 800 metri si supera in un quarto d’ora);
  • regalare una nuova esperienza alla nostra bambina che è rimasta elettrizzata da questo viaggio, era “come se stessimo volando sopra prati” (parole sue!).

Una volta arrivati in cima abbiamo iniziato ad esplorare l’area caratterizzata da un paesaggio da fiaba con infinite distese di prati in fiore, tra i quali abbiamo riconosciuto l’arnica e l’artiglio di diavolo che crescono spontaneamente l’uno accanto all’altro (fantastiche per preparare rimedi per contusioni, dolori articolari e molto altro ancora), ma anche distese di splendide e semplici margherite con asini, cavalli e mucche che pascolano in libertà e che ci hanno riempito il cuore di gioia.

Sono parte integrante del paesaggio anche i piccoli fienili e le malghe, e i molti sentieri che si snodano ai piedi del massiccio dello Sciliar, che qui è visibile in tutto il suo splendore.

Non abbiamo riportato distanza e tempo di percorrenza perché le possibilità sono molte: imboccare uno dei sentieri che partono dalla stazione della cabinovia (all’uscita c’è una mappa dettagliata della zona con tutti i percorsi praticabili) oppure stendere una coperta su un prato ed assaporare la bellezza di questo luogo.

Lo stesso discorso vale per il passeggino, in alcuni sentieri si può portare in altri è meglio di no; la zona intorno alla stazione della cabinovia è asfaltata e con locali per consumare piatti tipici, ci sono anche negozi per noleggiare attrezzatura di vario genere.

Starà a te decidere cosa fare, ma prima di scegliere aspetta di arrivare in cima e di riempirti gli occhi con questa meraviglia!

Sorgenti delle Streghe – Altopiano di Siusi

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  • Durata: 01:30 h
  • Lunghezza: 2 km
  • Adatto a famiglie, non è consigliato il passeggino per la presenza di gradini, dislivelli ed altri ostacoli.
  • Questo sentiero risulterà un’avventura per grandi e piccoli; si parte dal Rifugio Tirler, raggiungibile dalla stazione della cabinovia a piedi (si tratta di una bella passeggiata, nulla di impegnativo) oppure in autobus.

Arrivati all’inizio del percorso troverai un bellissimo parco giochi costruito nel bosco, completo di case sugli alberi, una galleria, un gioco a birilli e molto altro ancora.

Imboccando il sentiero troverai: sorgenti di zolfo, radure forestali, paludi ed un ponte sospeso. Sarà il simbolo delle streghe che guiderà i tuoi passi e immergersi in quella natura ti permetterà di cogliere l’energia presente in questa foresta.

Per rendere unica questa esperienza, lungo tutto il tragitto, sono state posizionate sculture in legno, case delle streghe ed altre stazioni interattive.

Le rovine di Castel Salego e Castelvecchio

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  • Durata: 02:00 h
  • Lunghezza: 6 km
  • Adatto alle famiglie, non è consigliato il passeggino per la presenza di gradini, dislivelli ed altri ostacoli.

Si tratta di un percorso leggermente in pendenza con tratti che si snodano attraverso boschi fitti di vegetazione in cui si può percepire la vita presente in essa ed il fascino del tempo che trascorre.

Si parte dal centro di Siusi allo Sciliar e seguendo le indicazioni si arriva ad imboccare il sentiero che ci porterà dapprima alle rovine di Salego e successivamente a quelle di Castelvecchio.

  • Castel Salego

Arrivati nel cuore del bosco di Castelvecchio, si possono ammirare i resti dell’antico castello (costruito nel XII secolo dai Signori di Saleck e caduto in rovina dopo il XVII secolo) di cui non sia hanno molte notizie storiche purtroppo.

Nel 2001 sono stati eseguiti dei lavori di consolidamento e l’anno successivo l’area è stata ripulita da sterpaglie ed arbusti per renderla accessibile al pubblico.

  • Castelvecchio

Proseguendo nel bosco si raggiunge, la rocca di Castelvecchio. Notizie di tale maniero risalgono a documenti datati 1186. Dopo il XVI secolo, si perdono le tracce di questa struttura che cadde in rovina.

Nel 1976/77, in occasione del sesto centenario della morte del suo più famoso proprietario, Oswald von Wolkenstein, furono eseguiti dei lavori di restauro delle rovine, durante i quali furono ritrovati reperti medievali (come affreschi ed una spada).

Curiosità (quanto amiamo le leggende di queste zone!):

  • Narra una leggenda che, molto tempo fa, alcuni pastori custodissero le proprie pecore, di sera, attorno al castello. All’improvviso una finestra si aprì, videro una signora che pettinava i suoi capelli al chiarore della luna: i lunghi capelli erano bellissimi, ma il suo volto era quello di uno scheletro. La leggenda vuole che lo scheletro di Castelvecchio sia stato, in vita, la moglie di un cavaliere esiliato, che ancora oggi attende il suo ritorno…
  • Un’altra leggenda narra che i due castelli, Castelvecchio e Salego, tempo fa fossero collegati da un corridoio sotterraneo (i due castelli sono distanti circa mezz’ora di cammino). Presso questo passaggio si trovava una bellissima fanciulla dai capelli lunghi e biondi, che badava a un tesoro in oro e argento

Chiesetta di S. Vigilio

  • Durata: 02:00 h
  • Lunghezza: 6 km
  • Adatto a famiglie (non abbiamo notizie certe della fattibilità in passeggino, noi siamo arrivati qui in macchina).
  • Il sentiero parte dal centro di Siusi corre accanto al fiume, alla scoperta di un antico mulino e giunge infine alla chiesetta di S. Vigilio, posta tra gli alberi della gola del Rio Freddo che, dallo Sciliar, scende verso la Valle Isarco.

La chiesetta di S. Vigilio è stata costruita nel 1353 in stile romanico e ricostruita, dopo una frana, nel XV secolo in stile gotico e consacrata a San Vigilio di Trento, patrono dei minatori.

Da vedere all’interno, un bellissimo trittico del 1872 con la raffigurazione della Vergine Maria, San Vigilio, San Nicolò e lo stipite murato che risale al XV secolo.

Curiosità:

  • A San Vigilio si trova anche il campo da golf Siusi-San Vigilio, noto come uno dei più bei campi da 18 buche del Nord Italia.
  • Questa chiesetta, come S. Valentino, è stata costruita su un antico luogo di culto pagano, ed anche in questo caso non si fatica a capire perché sia stato scelto proprio questo luogo: è qualcosa di unico, meraviglioso e spirituale, con il rumore dell’acqua, avvolto dalla vegetazione che lo ammanta d’ombra, è un luogo magico (in contrasto con il sovra descritto campo da golf!).

Conclusioni

Abbiamo amato il nostro soggiorno all’Alpe di Siusi in estate ed è stato un soggiorno rigenerante per tutti e tre.

Consigliamo questo viaggio a chiunque ami la natura, le passeggiate (dalle più semplici a quelle più impegnative), le tradizioni e la buona cucina!

È perfetto per i single, le coppie e anche le famiglie.

E se vedrai qualche fanciulla dai capelli biondi (o anche mori) nel bosco… faccelo sapere 😉!

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