Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-Scritta-Anomadi
Cerca
Close this search box.

Mollare tutto e viaggiare. Il giorno della partenza.

Anomadi-una-famiglia-in-giro-per-il-mondo-Mollare-tutto-e-partire-il-giorno-della-partenza-copertina

Indice

Diario di una famiglia in giro per il mondo: giorno 0

Cosa si prova il giorno della partenza per una grande avventura? Quali sono le emozioni che si provano il giorno 0 del viaggio intorno al mondo che avevamo deciso di compiere?

Questa è la seconda pagina del nostro diario, (qui c’è la prima se te la sei persa) e qui troverai il racconto del nostro primo giorno: la partenza e l’arrivo alla nostra prima tappa di questo lungo ed incredibile viaggio.

Mollare tutto e partire: la preparazione

Non era passato molto tempo dal giorno in cui avevamo deciso di mollare tutto e partire, circa due mesi e da quel momento tutto era stato frenetico, una corsa contro il tempo.

Abbiamo venduto ogni cosa, anche se qualcosa resta ancora nel nostro armadio virtuale, dato le dimissioni dal lavoro, chiuso ogni utenza, scelto l’itinerario di viaggio (in realtà avevamo scelto solo la prima tappa), comprato gli zaini per partire sia per noi che per Rebecca, passato giorni a studiare tutte le assicurazioni viaggio sul mercato (in questo articolo ti abbiamo semplificato il lavoro e troverai il confronto tra le migliori assicurazioni viaggio) e scelto la nostra, fatto una selezione di quali carte internazionali ci avrebbero accompagnato in questo giro del mondo, e, infine, comprato quel biglietto di sola andata.

Il giorno era fissato: mercoledì 30 marzo 2022 sarebbe stato il giorno che avremmo ricordato per il resto della nostra vita, quello sarebbe stato il nostro giorno 0.

E così senza nemmeno accorgerci è arrivata quella mattina o è meglio dire quella notte.

Poche ore di sonno sul divano con i bagagli preparati vicino alla porta di ingresso, la sveglia che suona e il nostro cuore che sembra scoppiare nel petto.

La mattina della partenza

Anomadi-una-famiglia-in-giro-per-il-mondo-Mollare-tutto-e-partire-il-giorno-della-partenza

Il volo più economico sarebbe partito alle 6 di mattina e noi alle 2 di notte eravamo pronti per partire dal nostro paesino e dirigerci verso l’aeroporto di Milano Malpensa.

Abbiamo indossato la nostra mascherina (il COVID-19 era ancora una realtà presente), presi gli zaini in spalla e siamo saliti su quell’auto.

Credo che il ricordo più indelebile di quella notte sia proprio il tragitto per arrivare all’aeroporto.

Le strade deserte della pianura padana, la nebbia, il freddo, il silenzio.

I nostri sguardi persi fuori dal finestrino, come per volere imprimere dentro di noi quei luoghi che avevamo visto così tante volte, eppure, non volevamo perdere nemmeno un frammento di quell’asfalto, di quei campi, di quegli alberi.

E i lampioni ai lati della strada che sembravano volerci accompagnare, come se ci indicassero il cammino, come se ci volessero dire che era proprio lì dove saremmo dovuti andare; di non avere paura, non avevamo preso la decisione “sbagliata”.

Perché è pensiero comune credere che chi decide di mollare tutto e partire sia una persona sicura, coraggiosa, che sa quello che vuole, che conosce ogni cosa, una persona sempre felice e senza timori, senza dubbi.

Ma non è affatto così.

Mollare tutto e partire: la realtà, le paure, i dubbi

Anomadi-una-famiglia-in-giro-per-il-mondo-Mollare-tutto-e-partire-il-giorno-della-partenza-le-paure

Abbiamo pensato di aver preso la decisione “sbagliata” (qualsiasi cosa questa parola significhi) ogni giorno da quando avevamo deciso di lasciare tutto e partire. E ogni stesso giorno, qualche minuto più tardi, ci ricredevamo e tornavamo “sicuri” di aver preso la decisione migliore per noi.

Ogni giorno dei primi sei mesi in viaggio avremmo pensato a quello che avevamo lasciato.

Abbiamo immaginato più volte che sarebbe stato più “semplice” ritornare a quello che era la nostra vita di prima, che la modalità di viaggio che avevamo deciso di adottare era troppo fuori dalla nostra comfort zone e che noi dentro la nostra bolla forse non ci stavamo così male.

Ma, subito l’istante dopo la formulazione di quei pensieri, capivamo che era solo la stanchezza e la paura a parlare per noi.

Perché è pauroso lasciarsi alle spalle ogni cosa e ritrovarsi letteralmente soli da qualche parte del mondo, circondati da persone che non parlano la tua lingua, che non hanno le tue stesse abitudini, che vivono una vita che è quanto di più diverso rispetto a quella che vivevi tu.

Quanto fa paura uscire da quella zona di comfort?

E no, la paura non scompare quando fai quel primo passo.

Ogni giorno le paure sono lì con te a tenerti per mano, non ti lasciano mai, si evolvono, cambiano, si trasformano ma le paure sono e saranno sempre le tue compagne di viaggio più fedeli.

Si pensa che la vita di chi decide di mollare tutto e viaggiare sia un sogno da invidiare, come vivere una vita intera in vacanza, eppure, questo è solo un altro luogo comune.

È la vita che desideravamo e che desideriamo ancora oggi, ogni mattina quando ci svegliamo, ma non è sempre una favola, non ci sono sempre gli unicorni colorati ad accompagnarci (bè accompagnano Rebecca ad ogni suo passo, quello certamente!), ma è questa la vita che fa per noi. Con i nostri scivoloni, con le nostre difficoltà, con le nostre debolezze.

E quella mattina del 30 marzo tutte queste consapevolezze non erano ancora con noi, quella mattina c’erano solo le nostre paure a salire sul volo con noi.

Eppure abbiamo deciso di proseguire, di farlo quel passo “fuori dal conosciuto” e invece di ritornare sui nostri passi, sulla strada più “facile”, quella a cui eravamo abituati, abbiamo deciso di lasciare un posto a sedere anche a tutti i nostri timori, ai nostri dubbi.

Ma quale era la destinazione scritta su quel biglietto di sola andata?

Il giorno della partenza: l’arrivo a destinazione

Anomadi-una-famiglia-in-giro-per-il-mondo-Mollare-tutto-e-partire-il-giorno-della-partenza-israele

Quasi quattro ore di viaggio sono passate velocemente, e sul quel volo abbiamo conosciuto la prima persona di questa grande avventura, a lui abbiamo raccontato di quello che avevamo deciso di fare, e lui ha sorriso e ha detto “siete partiti da un Paese dove i giovani dopo il servizio militare decidono di compiere la vostra stessa scelta e di prendersi un anno sabbatico per viaggiare”.

Non ne eravamo a conoscenza, ma l’abbiamo preso come un segno, quei segni che poi ci avrebbero accompagnati in questi anni per farci capire che eravamo ancora sulla strada “giusta” per noi, che stavamo camminando proprio sulla nostra strada.

Arriviamo in orario, sbarchiamo e incrociamo le dita.

Nel marzo del 2022 c’era ancora l’obbligo delle mascherine in aereo e il Paese che avevamo deciso di visitare per primo aveva ancora delle restrizioni per l’ingresso.

Nonostante noi fossimo vaccinati era richiesto un tampone molecolare negativo 48 ore prima della partenza e uno negativo al momento dell’arrivo in aeroporto.

Negativo.

Possiamo entrare, ora davvero la nostra avventura sarebbe iniziata.

Usciamo e il vento caldo del Medio Oriente ci travolge, Tel Aviv ci dà il suo benvenuto.

Shalom.

Gerusalemme sarebbe diventata la nostra casa per quasi un mese, ma questa è un’altra storia…

Segui da vicino la nostra grande avventura, iscriviti alla nostra newsletter Cartolina!

Se ti è piaciuto questo articolo puoi sostenerci su Ko-fi.

Questo articolo contiene link di affiliazione.

CONDIVIDI ARTICOLO:

Ti potrebbe interessare anche:

Anomadi-famiglia-giro-del-mondo-lasciare-tutto-e-partire-copertina
Diario

Lasciare tutto e partire

Lasciare tutto e partire. Come e perché abbiamo preso la decisione di mollare tutto e partire con una bambina di due anni. Diario di viaggio giorno -93