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Perché viaggiare?

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Indice

Se dovessimo pensare al nostro primo viaggio probabilmente non avremmo dei ricordi nitidi. Non ricordiamo nemmeno quando sia stato. Però sappiamo come ci sentiamo ogni giorno in questo viaggio che per noi coincide con la nostra vita.

Questo articolo sarà un po’ diverso dal solito. Abbiamo deciso di aprire il nostro diario personale e condensare qui tutto quello che pensiamo che sia il viaggio.

Perché viaggiare?

È a questa domanda che vogliamo dare risposta andando a cercare dentro di noi il motivo per cui abbiamo deciso di fare della nostra vita un viaggio senza fine.

Viaggia virtualmente insieme a noi e segui da vicino il nostro giro del mondo iscrivendoti alla nostra newsletter Cartolina. Per te ogni settimana colori, profumi e sapori da ogni lato del Pianeta!

Cosa rappresenta il viaggio per noi

Il viaggio rappresenta così tanto per noi che esprimerne la pienezza sarà un compito davvero arduo.

Il viaggio è vita, respiro pieno.

Il viaggio è ricordo vissuto, ricordo vivo, ricordo che edifica, il viaggio è apertura, il viaggio è lentezza, il viaggio è stupore.

Meraviglia.

Il viaggio è amore.

Ti porta con sé lontano e non solo geograficamente.

Il viaggio ti porta lontano da te, eppure più vicino di quanto tu possa pensare.

Ti trasporta in un altro mondo, in cui devi entrare in punta di piedi, in cui ti devi abituare a dormire con i piedi fuori, in cui tiri il copriletto e finalmente trovi il modo di coprirti totalmente e di farci stare le persone amate che sono con te.

Il viaggio è scoperta senza richiesta.

Il viaggio è intuito, è capire dove il nostro “io” più profondo ci vuole portare o semplicemente riprendere fiato.

La meta “giusta” per noi, in quel momento, ci ha sempre chiamato e noi abbiamo sempre risposto.

Il viaggio è avventura, eccitazione.

Il viaggio è la nostra chiave di volta.

Non è paura di non farcela, è paura di tornare.

Il viaggio è completezza.

Il viaggio è novità, è avere olfatto, tatto, gusto, vista e udito sempre nuovi.

Il viaggio è organizzazione e improvvisazione.

Il viaggio è l’arrivo nel luogo da chiamare “casa”, anche se solo per pochi giorni.

Il viaggio è stanchezza che ti fa sentire la vita.

Il primo giorno: la scoperta, occhi nuovi, tutti i sensi acutizzati.

Il viaggio è la miglior cura, perché si capisce di essere piccoli, ma amati.

Il viaggio ci porta nelle grandi braccia dell’Universo.

E viviamo il viaggio, lo mangiamo, lo guardiamo, lo studiamo, lo conosciamo, gli parliamo, ne vediamo il corpo, il cuore, ne scorgiamo l’anima, la parte più nascosta, più profonda.

La superficie molte volte può essere spessa, oppure più fragile, sottile.

E poi arriva il giorno in cui si riparte, per tornare da dove tutto è cominciato, ma mai come siamo partiti.

Il viaggio è una profonda storia d’amore tra te e quel luogo.

Non solo tu avrai il diritto di decidere, non è un rapporto unilaterale.

Può essere solo una notte di passione oppure un grande amore.

Potrai tornare quando avrai più tempo o non tornare mai perché non vi siete interessati, non vi siete incuriositi, non vi siete amati.

O forse vi siete amati, ma il viaggio scorre nelle tue vene e sai che non puoi fermarti.

Oppure davvero quello è il luogo che cercavi da sempre.

Perché viaggiare?

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Abbiamo letto moltissimi libri che parlano di viaggi, li abbiamo letti prima di partire e li stiamo leggendo ora, in giro per il mondo.

Ma c’è una poesia che per noi incarna perfettamente il “perché viaggiare”.

L’ha scritta un grande viaggiatore, un pensatore, un poeta, un cantautore, una persona speciale.

Vogliamo concludere il nostro articolo proprio con la poesia “Viaggiate” scritta da Gio Evan.

Viaggiate
ché sennò poi
diventate razzisti
e finite per credere
che la vostra pelle è l’unica
ad avere ragione,
che la vostra lingua
è la più romantica
e che siete stati i primi
ad essere i primi.

Viaggiate
ché se non viaggiate poi
non vi si fortificano i pensieri
non vi riempite di idee
vi nascono sogni con le gambe fragili
e poi finite per credere alle televisioni
e a quelli che inventano nemici
che calzano a pennello
con i vostri incubi
per farvi vivere di terrore
senza più saluti
né grazie
né prego
né si figuri

Viaggiate
ché viaggiare insegna
a dare il buongiorno a tutti
a prescindere
da quale sole proveniamo,
viaggiate
ché viaggiare insegna
a dare la buonanotte a tutti
a prescindere
dalle tenebre che ci portiamo
dentro.

Viaggiate
ché viaggiare insegna a resistere
a non dipendere
ad accettare gli altri non solo
per quello che sono
ma anche per quello che non
potranno mai essere,
a conoscere di cosa siamo capaci
a sentirsi parte di una famiglia
oltre frontiere, oltre confini,
oltre tradizioni e cultura,
viaggiare insegna a essere oltre.

Viaggiate
ché sennò poi finite a credere
che siete fatti solo per un panorama
e invece dentro voi
esistono paesaggi meravigliosi
ancora da visitare.

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